Boscaini: «Anche a Verona si educhi a bere moderato»
VINO. Consumi tagliati dal codice della strada? C'è una soluzioneIl coordinatore tecnico della Masi propone il progetto del Trentino «7/10 in due si può»
Verso un consumo «intelligente» del vino. Una quota importante del vino consumato in Italia è nella ristorazione. A causa dell'interpretazione che viene data dalla gente alle norme sull'assunzione di alcolici sulla base del Codice della strada e di tutta la discussione sulla stampa, in due anni, il settore ha perso un terzo dei consumi. Conseguenze pesanti quindi per l'intera filiera della vitivinicoltura italiana. Ma la situazione appare rimediabile e a evidenziarlo è l'esperienza della Casa del Vino della Vallagarina, alla quale ha partecipato anche il coordinatore del gruppo tecnico Masi, Raffaele Boscaini. Il progetto roveretano, con cui sono già stati fatti 1.500 test, si chiama «7/10 in due si può» e ha dimostrato che due persone adulte possono tranquillamente rimanere sotto i limiti di legge di 0,5 g/l, bevendo (in certe condizioni), a pasto, una bottiglia da tre quarti. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con la Polstrada di Trento e la Municipale di Rovereto, non nasconde le problematiche, ma vuole che si eviti di considerarsi a rischio quando si è in regola.
L'ultimo esperimento ha visto una cinquantina di persone legate professionalmente al vino (compreso Raffaele Boscaini) consumare un menù con 4 portate accompagnato da alcoolici. Un consulente di Polizia ha illustrato gli aspetti medici e scientifici dell'iniziativa, mentre e la Municipale di Isera ha offerto il supporto tecnico dell'esperimento con test alcolometrico durante e a fine cena. «I risultati», ricorda Boscaini, «sono stati sorprendenti: soltanto un avventore aveva raggiunto a fine pasto un tasso alcolometrico che gli impediva di guidare». Ma aveva bevuto 8 bicchieri di vino e un grappino. In regola tutti gli altri con 4 bicchieri di media. Appare, chiaro che una persona adulta può permettersi di bere 3 bicchieri di vino durante un pasto in un'ora e mezza senza rischiare di essere trovato fuori norma. Ma, essendo la misurazione influenzata da fattori strettamente personali, risulta importante che il cliente possa verificare il tasso alcolico prima di uscire dal ristorante.
«Se non ho il contachilometri sull'auto», chiosa Boscaini, «rischio di andare pianissimo. Quella della Casa del vino», aggiunge, «è una iniziativa proattiva, che va oltre le sterili lamentele e le bugie di chi viene fermato sul quantitativo di vino bevuto. Si dimostra con i numeri che si può bere a tavola, come si è sempre fatto con tranquillità. È una iniziativa ripetibile anche da noi, nel veronese». F.R.
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