10.08.2012
LIBRI. Il nuovo romanzo di Capella (Neri Pozza)
In «Il profumo del caffè», amore eros, avventura e suffragette
Amore, eros, avventura ed emancipazione femminile nella Londra di fine Ottocento e in Africa, tra piantagioni sperdute in Abissinia, in cui i sensi sono solleticati all'impazzata, e l'avanzare della rivoluzione industriale in Europa, più compassata in nome della modernità. Poco cambia, qui o là, perché ogni sguardo e ogni dialogo ha un aroma inconfondibile nel romanzo Il profumo del caffè di Anthony Capella (Neri Pozza, pag. 526, 18 euro), capace di tenerti sveglio grazie alla trama avvincente e a uno stile fresco, mai banale. I cultori del caffè non possono perderselo. Ma è una lettura consigliata anche a chi ha sempre considerato la bevanda nera un piacere a cui è facile rinunciare. Oppure a chi, facilmente eccitabile, vorrebbe ma non può. Un recente studio giapponese rivela che soltanto annusare l'aroma del caffè al mattino aiuta il risveglio, quasi quanto berlo. Il protagonista, Robert Wallis, ha 22 anni e punta a fare il poeta. Cacciato da Oxford e mantenuto dal padre, trascina le giornate tra incontri con gli amici, incontri languidi con prostitute e dissertazioni letterarie. Dopo l'incontro con un mercante di caffè basso di statura ma alto negli ideali, Samuel Pinker, e soprattutto con la figlia Emily, la sua vita non è più la stessa. Galeotto è il Café Royal, dove Pinker lo assolda per un creare un lessico universale con cui definire i vari tipi di caffè. Un progetto rivoluzionario che rivoluzionerà il cuore del giovane dandy, che incontra e s'innamora della più seria Emily Pinker, bella ma razionale, tutta lavoro e impegno, allevata in nome del progresso e suffragetta dedita alla causa del diritto di voto alle donne. Il neo assunto e la figlia del padrone, il fannullone e l'impegnata, l'uomo dissoluto e alla ricerca di se stesso che trova il riscatto con una donna forte e determinata che lo educa ad assaporare altri piaceri, oltre a quelli della carne. Potrebbe sembrare una cotta scontata, uno di quei soliti amori da romanzo storico con note romantiche. Non lo è. I due personaggi sono più sfaccettati e verosimili del previsto, non mancano i colpi di scena e la storia acchiappa. Gli aromi sono i più diversi, come nella vita vera e come per il caffè, che diventa la metafora dell'amore e della vita, della disperazione e della felicità. Robert ha il dono di tradurre ogni gusto al sapore di caffè, di saperlo definire, descrivere. Non sempre troverà subito, però, la strada da seguire in mezzo a tanti, forse troppi, profumi. Emily pian piano ci mostrerà di non essere tutta di un pezzo o di pietra, di saper aspettare, desiderare, palpitare. I lettori che adorano il lieto fine l'avranno, anche se probabilmente diverso da quello che si aspettano. Accontentati anche quelli che amano le trame meno scontate, anche se si piange di più e si sogna di meno. Spassionato consiglio: leggere sorseggiando o annusando caffè.
Camilla Madinelli
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