08.08.2012
TELEVISIONE. È polemica sul programma condotto dal principe di Savoia, dal 20 settembre su Rai 2 in prima serata
«Pechino Express» al posto di informazione Insorge l'Usigrai. Pardi (Idv): «Scelta ignominosa»
Emanuele Filiberto (il «di Savoia» è sparito, nel tentativo di connettere col grande pubblico televisivo) contro Michele Santoro. Uno scherzo? No. Si tratta della nuova sfida della prima serata del giovedì. A partire dal prossimo 20 settembre, infatti, il primo condurrà il reality Pechino Express su Rai 2, il secondo riprenderà Servizio Pubblico, spostandosi sulle antenne de La7. Ora sì che il nome della trasmissione di Santoro suona come uno sberleffo: con la vecchia collocazione, pagata dai contribuenti, occupata da una delle forme di intrattenimento più basse. Il programma prevede una gara fra dieci coppie di concorrenti, vip e non, che dovranno cavarsela un tragitto di migliaia di chilometri tra l'India, il Nepal e la Cina avendo a disposizione solamente 2 euro di budget al giorno. Cosa passa per la testa dei dirigenti Rai? Prima un mancato rinnovo del contratto del giornalista, l'unico in tutto il palinsesto a macinare ascolti veri. Sintomo di una volontà politica autolesionista. Poi l'incapacità di proporre un'alternativa di approfondimento giornalistico, fino ad affidarsi alla carta logora del reality. Dure le polemiche. «Si tratta di una scelta ignominiosa e volontariamente determinata a impoverire Rai 2 e l'intero servizio pubblico. È ancora più assurdo che dopo il disastroso Star Academy si immagini di bucare gli ascolti con Pechino Express», denuncia il capogruppo Idv in Commissione di vigilanza Rai Pancho Pardi. Per l'Usigrai si tratta di «un altro schiaffo per il servizio pubblico. La prima serata di Rai 2 del giovedì sera ancora una volta viene occupata da un programma di intrattenimento e non dall'informazione, come era fino alla chiusura di Annozero». Di affrontare la crisi utilizzando risorse interne alla Rai non se ne parla. Meglio pagare produzioni private e tagliare posti di lavoro. Affidandosi al volto pulito del principe e dei suoi concorrenti. Dalle foci del Gange fino a Pechino, sulla pelle del giornalismo d'inchiesta, ormai quasi estinto. A.D.
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