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Cultura & Spettacoli

07.06.2012

Arriva il Boss, celebrato anche nei film

MUSICA. A San Siro il primo dei tre concerti italiani di Springsteen. E intanto è uscito un libro su lui e il cinema

Bruce Springsteen: questa sera sarà a Milano, poi a Firenze e Trieste

Bruce Springsteen: questa sera sarà a Milano, poi a Firenze  e Trieste
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Per due miti della musica come Bruce Springsteen e Madonna si può alzare il volume: la giunta di Milano ha concesso l'autorizzazione in deroga per alzare di due decibel i limiti del primo dei tre concerti italiani del Boss (questa sera a San Siro, poi domenica a Firenze e lunedì a Trieste) e per quello del 14 giugno della signora Ciccone. C'è grande attesa per il tour di Wrecking Ball di Bruce e della E Street Band, un ritorno salutato anche da un libro sul suo rapporto con il cinema, un amore intenso e proficuo, ricco di scambi, col cantautore pronto a ispirare i suoi testi ai capolavori del grande schermo e il cinema in prima linea per accaparrarsi le canzoni del Boss. Un fenomeno studiato da Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito, che ne hanno tratto una mostra, conclusasi di recente al Palazzo delle Arti di Napoli, e, appunto, un volume: Il cinema secondo Springsteen, edito da Mephite (nella neonata collana Visioni Rock). L'opera ha il merito di non soffermarsi solo sui contributi da Oscar regalati a numerose colonne sonore, in primis quelle di Philadelphia e The Wrestler ma di raccontare come il mondo delle immagini abbia invaso, fino dagli albori della carriera, la musica del rocker americano. In pochi, infatti, sanno che Thunder Road è ispirata all'omonimo film con Robert Mitchum del 1958 (titolo italiano Il contrabbandiere), oppure che Nebraska e Badlands sono germinate dalla visione di La rabbia giovane (il cui titolo originale è proprio Badlands) di Terrence Malick. L'amore per Furore, diretto da John Ford e tratto dal romanzo di John Steinbeck, è dietro alla creazione di un intero album: The Ghost of Tom Joad, nel quale il protagonista di libro e film si guadagna un vero e proprio sequel musicale. Poi c'è una pellicola intera, oggi poco ricordata, ispirata a una canzone di Springsteen. È Lupo solitario, diretta da Sean Penn, nella quale si racconta la storia di due fratelli, un poliziotto e un criminale, innamorati della stessa donna. Le atmosfere di frontiera ed il clima tragico on the road arrivano direttamente da un pezzo dell'album Nebraska: Highway Patrolman. Altri lungometraggi si sono limitati a omaggiare il Boss con citazioni (come Cop Land, nel quale lo sceriffo interpretato da Sylvester Stallone ascolta Drive All Night) o addirittura comparsate nell'ingessata veste di attore (in Alta fedeltà faceva da grillo parlante a John Cusack). Infine le chicche nascoste, tra cui la canzone in falsetto Lift Me Up, registrata per i titoli di coda di Limbo, film di John Sayles la cui visione è stata privilegio di pochi cinefili. Un'epopea che sottolinea la vicinanza delle arti, che vivono di storie ed immagini e s'ispirano a vicenda.


Dunya Carcasole

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