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Cultura & Spettacoli

06.06.2012

Un palco per tre, Cechov in versione ringiovanita

L'EVENTO. Venerdì alle 21 va in scena l'inedito «Coleotteri» con diplomandi e professionisti. Teatro Ristori, Teatro Nuovo e scuola «Paolo Grassi» di Milano insieme per un progetto sui talenti under 30. Nove attori, quattro di Verona

Il gruppo di attori di «Coleotteri», al centro l’autrice Valentina Gamna e la regista Elisabetta Carosio

 Il gruppo di attori di «Coleotteri», al centro l’autrice Valentina Gamna e la regista Elisabetta Carosio
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8 giugno. Andrà in scena dopodomani, venerdì, alle 21 al Teatro Ristori, ad ingresso libero, Coleotteri di Valentina Gamna, con la regia di Elisabetta Carosio e protagonisti i giovani attori professionisti del corso di specializzazione realizzato dalla Scuola di teatro «Paolo Grassi» di Milano con la Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona e appunto il Ristori, dove il gruppo sta provando da quasi un mese. Mancano pochi giorni al debutto quando incontriamo i protagonisti in una pausa delle prove. Sono in tutto nove attori, provengono da scuole importanti o da esperienze teatrali di un certo livello e sono stati selezionati dallo scrittore e attore Vitaliano Trevisan e dal regista Michele De Vita Conti, docenti della «Paolo Grassi». Quattro sono veronesi. L'inedito progetto è decisamente interessante, anche perché coinvolge tre istituzioni teatrali di peso. «Non capita spesso, in Italia, di poter avere uno spazio di alto livello tecnologico e di grande storia come il Ristori, per gli spettacoli di diploma, e la collaborazione di un teatro stabile» spiega De Vita Conti. «Quest'anno abbiamo iniziato con Verona un progetto che continuerà nel futuro. È una grande opportunità per i giovani talenti, non solo per gli attori ma soprattutto per autori e registi». La drammaturga e la regista con questo allestimento si diplomeranno. «È stato molto interessante lavorare a stretto contatto con l'autrice» spiega la regista Elisabetta Carosio, «ed è stato importante anche per chiarire con gli attori le cose che vanno chieste al regista e quelle da chiedere all'autore».  «Per me è stata una verifica sul campo del mio testo», aggiunge Valentina Gamna, «e ho potuto adattarlo meglio alla scena». La storia di Coleotteri riprende l'atto unico di Cechov Sulla strada maestra: siamo in un bar, in una zona di confine con un Paese più ricco, c'è una pioggia battente che costringe gli avventori a restare nel bar tutta la notte e la tensione cresce fino all'esplosione. GLI ATTORI. Valerio Amoruso è nato a Verona da genitori baresi, ha 34 anni e si è diplomato al Teatro Stabile dell'Umbria. «Sono contento di questa esperienza, perché è nella mia città e perché mi consente di lavorare con l'autrice sul personaggio, e non solo attraverso le mie supposizioni», spiega. Veronese è anche Nicola Ciaffoni, 26 anni, proveniente dalla scuola del Piccolo di Milano ed esperienze tra Padova e Roma: «Lavorare con regista e autrice che hanno la mia stessa età, mi fa sentire molto a mio agio». Il «debuttante» del gruppo è Andrea Martinelli, 25 anni, veronese, laureato in filosofia, proveniente dal teatro amatoriale e alla sua prima esperienza professionale. Lui sottolinea «l'aspetto filosofico del testo, che parla di umanità prima che di uomini. C'è dentro tanto teatro classico». «Siamo stati messi nella condizione di dare il meglio» afferma Marina Fresolone, veronese 27enne diplomata all'Accademia del Teatro stabile di Trieste, che lavora a Verona con la Fondazione Aida. «È un progetto positivo, perché giovane e competente». Ha dovuto confrontarsi con un personaggio maschile: «Sono tutti uomini tranne uno» spiega. Una difficoltà interpretativa sottolineata anche da Erica Silipo, 27 anni, che da due anni studia teatro a Roma: «Io intepreto Tony, l'unico personaggio che ha un nome. Ho imparato ad avere meno resistenze, a non giudicare il carattere dei personaggi». «Facendo l'uomo, per me la cosa più difficile è stato non tradire il personaggio», sottolinea Sveva Raimondi, che lavora con la compagnia Campo teatrale di Milano. L'unica donna che interpreta una donna è Eleonora Giovanardi, di Reggio Emilia, 29 anni, diplomata alla «Paolo Grassi»: «Un personaggio molto stimolante, come un'antilope braccata. Sono molto contenta, ho potuto confrontarmi con l'autrice, che è stata molto disponibile». Matteo Melzi, 25 anni, di Milano, proveniente dal Teatro Arsenale, oltre che fare l'attore lavora anche in un bar: «Sono un buono che fa la parte del cattivo, una bella sfida». A Enrico Pittaluga, 26 anni, di Genova, anche lui uscito dalla «Paolo Grassi», piacerebbe che questa esperienza si ripetesse: «Non ci sono occasioni del genere in giro per noi giovani, in teatri così belli e in ruoli da protagonisti». E se è prematura la creazione di una compagnia, sicuramente, promette De Vita Conti, «il progetto è continuativo e ci possono essere dei ritorni».


Daniela Bruna Adami

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