25.04.2012
CINEMA. Il 1° maggio nelle sale il film post apocalittico e violento che ha conquistato l'America, diretto da Gary Ross
Adolescenti costretti a duelli all'ultimo sangue da un regime dittatoriale. Protagonista Jennifer Lawrence, nel cast Lenny Kravitz
Continua la ricerca della saga perfetta, quella che possa unire i favori del pubblico e della critica, guadagnando centinaia di milioni di dollari a cadenza annuale per almeno un triennio. Harry Potter si è rivelato il più longevo di tutti, con otto film campioni di incassi. Infine gli adolescenti hanno celebrato il loro amore per Twilight, che chiude quest'anno la sua corsa fortunata. Il 1° maggio (il 30 aprile in anteprima nel circuito Uci) uscirà in Italia Hunger Games, primo capitolo di quella che potrebbe diventare la serie più «trendy» del decennio. Un prodotto dedicato a spettatori tra i 12 ed i 20 anni, un po' troppo semplice per gli appassionati di fantascienza più maturi. Dalla sua, però, il fatto di attirare uomini e donne, laddove Twilight intrigava più il pubblico femminile. In America non si parla d'altro, ha già incassato 600 milioni di dollari, a fronte di un budget di 78. L'idea nasce dalla penna dell'autrice televisiva Suzanne Collins, la cui trilogia, composta da The Hunger Games, La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta, è già stata tradotta in 28 lingue e venduta in 38 nazioni. Nei suoi libri è riuscita a sposare il genere post apocalittico con quello distopico (alla 1984 di Orwell), iniettando buone dosi di melodramma e sentimenti. Il mondo è stato devastato da una guerra globale. La dittatura di Panem è sorta dove un tempo c'erano gli Stati Uniti. È composta da un Campidoglio, situato sulle Montagne Rocciose, e da 13 distretti. Settantotto anni fa il Campidoglio ha sedato una loro rivolta, soggiogandoli e istituendo, a memoria dell'evento, gli Hunger Games. Ogni distretto, annualmente, deve sorteggiare due cittadini tra i 12 e i 18 anni e inviarli in un'immensa arena silvestre, dove combatteranno alla morte seguiti dalle telecamere. I distretti più ricchi allenano i loro figli fin dalla prima infanzia, trasformandoli in macchine per uccidere. Quelli più poveri soccombono. La protagonista si chiama Katniss, ha 16 anni e parte per i «giochi» al posto della sorella minore. È nata nel distretto minerario, sui monti Appalachi ed è una brava cacciatrice, e ama il coetaneo Peeta. Dirige la pellicola Gary Ross, quello di Pleasantville. La interpretano Jennifer Lawrence (nominata all'Oscar per Un gelido inverno e co-protagonista di X-Men: l'inizio); Josh Hutcherson; Liam Hemsworth (Thor, The Avengers); Elizabeth Banks, Toby Jones, Woody Harrelson e il cantante Lenny Kravitz. Ritmo scatenato, costumi fantasiosi, pochi ma buoni effetti speciali e, soprattutto, niente 3D. Senza dimenticare il messaggio pedagogico contro le tirannie, sulle conseguenze delle guerre e sul potere della coesione. I critici lo hanno paragonato al cult movie Battle Royale, ma anche a Il signore delle mosche, Blade Runner, The Truman Show e L'isola dei famosi. Tutto e niente. Stephen King e Stephanie Meyer (autrice di Twilight), lo salutano come «imperdibile». Da bravi europei aspettiamo di vedere per credere.
Adamo Dagradi
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