Dopo Sanremo nuovo cd e tour «È la musica che ci ha riuniti»
CRANBERRIES
Come se dieci anni non fossero passati. I Cranberries, la pop-rock band irlandese guidata da Dolores O'Riordan, pubblica oggi un nuovo album, Roses, e lo festeggia incontrando i fan italiani alle 18 alla Fnac di via Torino, a Milano. In attesa delle tre date italiane programmate per quest'estate: il 30 giugno a Piazzola sul Brenta, nel Padovano; il 2 luglio a Roma e il 4 all'Arena Civica di Milano. È il proseguimento del reunion tour del 2010, avvenuto dopo la separazione del 2003. E se chiedete a Mike Hogan, Fergal Lawler e Noel Hogan com'è stato tornare a suonare con Dolores O'Riordan, vi risponderanno che la cantante dei Cranberries «è una di famiglia, non certo la nostra front-woman; per noi è più una sorella maggiore». Che a volte "scoppia", come è successo nel tour del 2003 Ma quella volta avevamo troppi show, uno dietro l'altro. E dopo una serie di concerti ravvicinati, Dolores non ha retto. Ma per il tour prossimo, che inizierà a metà marzo dalla Nuova Zelanda, il programma è meno stressante. E a Sanremo, dove siete andati come ospiti internazionali, com'è andata? Bene. Ci siamo divertiti. Ma non era la nostra prima volta al Festival. È una specie di «celebration» del pop italiano, vero? Uno show televisivo, giusto? Sì. Anche se la musica è dal vivo, quella dei concorrenti. Noi suoneremo dal vivo in tour Un tour enorme: avete successo in parti del mondo come Sudest Asiatico, Italia e Francia, dove di solito le band angloamericane sono surclassate dagli artisti locali. Come mai? Non c'è un segreto del nostro successo. È qualcosa di speciale che si crea tra noi quando suoniamo insieme. Sì, ci sono nazioni dove il pubblico ci ama proprio. Come da voi. È un'emozione particolare suonare in Italia. «Roses» sembra riallacciarsi ai vostri primi dischi come «Everybody else » e «No need to argue». Merito del produttore Stephen Street? Lui sa davvero cogliere il meglio di noi. È il quinto dei Cranberries. Comunque non abbiamo seguito un piano preciso. Quando abbiamo registrato queste canzoni, non avevamo neanche un contratto discografico. Era la musica che ci piaceva suonare, una volta tornati insieme, e non c'era l'idea di pubblicarla. E invece, suonandola durante le prove dei concerti, e continuando a rifinirla, ci siamo accorti che poteva diventare un album. Dunque a riunirvi dopo lo scioglimento -possiamo chiamarlo break-up?- è stata la musica Sì, suonando insieme è come se i dieci anni di stop -noi lo chiamiamo break e basta- fossero svaniti. Avete presente quelle famiglie che si ritrovano dopo tanti anni e sembra che il tempo non sia mai passato? Ecco, a noi è successo così.
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