La strana coppia Zelig-Shakespeare funziona sempre: è un «Sogno» da ridere

TEATRO SALIERI. Applausi anche a Legnago allo spettacolo diretto da Gioele Dix e interpretato da un cast di comici. Unico inconveniente: una leggera afonia costringe Petra Magoni a cantare in playback
20/02/2012
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La commedia al teatro Salieri con la regia di Gioele Dix

Un Sogno tutto da ridere, ma allo stesso tempo capace di far rivivere, specialmente nella prima parte, quella magia notturna e quel coinvolgente intreccio di storie, colonne portanti di una delle più amate e rappresentate commedie di Shakespeare. La sfida lanciata dal regista Gioele Dix e dal Teatro Stabile di Verona (insieme alla produzione Bananas) di dar vita a un Sogno di una notte di mezza estate in chiave contemporanea con un cast di attori comici abituati al palcoscenico di Zelig e un duo musicale di comprovata bravura, non solo si è rivelata ancora una volta vincente, ma, dopo i successi ottenuti a Verona e in altre città italiane toccate dal tour, ha saputo offrire anche al pubblico del teatro Salieri di Legnago uno spettacolo gradevole e di grande originalità. Certo, man mano che la serata si snoda tra lazzi, sberleffi, colpi di scena e qualche doppio senso di troppo, è Zelig più che Shakespeare ad avere la meglio. In quel sovvertimento di ruoli e di gerarchie voluto dal regista insieme a Nicola Fasano, sono proprio gli attori, infatti, che finiscono a poco a poco per impadronirsi dell'intera vicenda interpretando contemporaneamente ruoli diversi. E dato che Dix dichiara senza mezzi termini che «comici e musicisti sono spiriti liberi, eppure meticolosi, sono improvvisatori e scienziati, e sanno andare in profondità senza perdere leggerezza», non fa meraviglia che ad affiancare sul palco i comici di Zelig siano appunto due musicisti: il raffinato Ferruccio Spinotti, con il suo contrabbasso, e una sorprendente Petra Magoni, la cui bravura interpretativa di cantante e di attrice non è stata minimamente intaccata dallo spiacevole inconveniente di una leggera afonia che l'ha costretta a cantare in playback, accontentandosi solo delle parti recitate. Il suo Puck, saltellante e arguto - probabilmente il più shakespeariano di tutti i personaggi in scena - irrompe con magia (asservita agli ordini del re delle fate Oberon, marito di Titania) tra le tormentate vicende amorose dei vari Lisandro-Ermia, Demetrio-Elena, e le nozze di Teseo, duca di Atene, con Ippolita, regina delle Amazzoni. Storie che Dix ha voluto ambientare in una sorta di selva periferica post industriale e che sono state rese con notevole bravura da tutti i giovani attori di Zelig (Alessandro Betti, Maria Di Biase, Katia Follesa, Maurizio Lastrico, Corrado Nuzzo, Marco Silvestri e Marta Zoboli), capaci di dare particolare spessore anche alla sgangherata compagnia di comici che nell'ultima parte, con la scusa di allietare le nozze dei duchi di Atene, finisce per allestire un vero e proprio spettacolo nello spettacolo. Un pretesto, divertente ma forse eccessivo, dove Shakespeare lascia definitivamente il posto a Zelig. Risate e applausi sentiti, con qualche perplessità solo per la seconda parte.

Elisabetta Papa




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