La coppia è un sogno che si fa insieme

GRANDE TEATRO. Da oggi (20,45) a domenica «Piccoli crimini coniugali» con un lui (Paolo Valerio) senza memoria e una lei (Elena Giusti) che cerca di ricostruire i tasselli della loro vita
07/02/2012
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Paolo Valerio ed Elena Giusti in Piccoli crimini coniugali

7-12 febbraio. Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile di Verona, torna al ruolo di attore dopo alcuni anni dedicati principalmente alla regia, e lo fa in compagnia di Elena Giusti che proprio con lui ha mosso i primi passi della sua carriera interpretando, a Verona, Giulietta. Valerio e Giusti sono gli interpreti di Piccoli crimini coniugali di Eric-Emmanuel Schmitt, con la regia di Alessandro Maggi, nuovo appuntamento del «GrandeTeatro» al Nuovo: il debutto - ma lo spettacolo giunge a Verona dopo essere già andato in scena a Padova e a Milano - questa sera alle 20,45 con repliche fino a sabato alla stessa ora e domenica alle 16. Piccoli crimini coniugali non vanta in Italia molti allestimenti. Il più celebre resta forse quello del 2004 (un anno dopo la prima francese del 2003) a firma di Sergio Fantoni con Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi, poi sostituito da Massimo Venturiello. Francese di nascita e di formazione, irlandese d'origine, Schmitt (che è nato nel 1960) è considerato uno dei maggiori drammaturghi europei contemporanei. Due sue opere sono state messe in scena da Glauco Mauri e Roberto Sturno: Variazioni enigmatiche nella stagione 2002-2003 (applaudita anche al Grande Teatro) e Il vangelo secondo Pilato nel 2008, opera affascinante che racconta il mistero di Cristo visto con gli occhi di Pilato. Con un'impostazione filosofico-religiosa, ma soprattutto psicologica, questo autore prende in esame principalmente la complessità dei rapporti umani. E di rapporti umani tratta anche questa commedia che ha per protagonisti marito e moglie o, meglio, un «lui» e una «lei». Lui ha perso la memoria a causa di un incidente domestico e, pur ragionando, non si ricorda più le cose e non riconosce più neppure la moglie. Lei tenta allora di ricostruire la loro vita di coppia tassello dopo tassello attraverso una costante immersione nella quotidianità. Via via che si riportano alla luce fatti dimenticati, si manifestano delle strane crepe, delle incomprensibili contraddizioni, degli inquietanti interrogativi senza apparente risposta. Sono molte insomma le cose che non quadrano: in primo luogo lei mente. Perché? E perché non vuole darsi fisicamente a lui che pure è fortemente attratto da lei? Per quale motivo, dal canto suo, lui - che afferma di essere completamente privo di memoria - si ricorda di certi particolari del viaggio di nozze? La conclusione sottesa dell'autore è che la vita di coppia «altro non è che un sogno che si fa insieme» e che, come tutti i sogni, ha la meravigliosa inconsistenza della fantasia che è in contrasto con la durezza della realtà. Le musiche dello spettacolo sono di Germano Mazzocchetti, le scene e i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Enrico Berardi. Vendita biglietti al Teatro Nuovo (045.8006100) e tramite il circuito Geticket.




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