Una storia per nota In sette spartiti i ritmi dell'assurdo

IL LIBRO. Zoran Zivkovic ispirato dalla musica
Racconti visionari da Belgrado dal maestro premiato del Fantasy
29/01/2012
Zoom Foto
Zoran Zivkovic

Non fa meraviglia che Zoran Zivkovic abbia vinto il World Fantasy Haward con il suo Sei biblioteche, visto che il successo di questo scrittore di Belgrado un po' visionario e molto sui generis, trova ora conferma nella sua nuova silloge di racconti Sette note musicali (Tea, 137 pagine, 10 euro, traduzione dal serbo di Jelena Mirkovic e Elisabetta Boscolo Gnolo). La specialità di questo bizzarro autore di brevi racconti, fulminee istantanee del surreale, consiste nella normalità apparente con cui sa trasportarci in un mondo parallelo. Ciascuno dei sette racconti della nuova raccolta sembra, e qui sta lo stuzzicante paradosso, trovare compiutezza proprio in un finale aperto dentro cui possa spaziare la nostra incuriosita fantasia. IL TITOLO della raccolta, Sette note musicali, già ci fa comprendere l'importanza della musica, vero collante di tutta la narrazione, pronta a suonare fra le righe e soprattutto sopra le righe della scrittura apparentemente semplice di questo autore che tiene nella sua città natale anche corsi di scrittura creativa a cui, supponiamo, sarebbe molto divertente partecipare. Nell'incipit incontriamo un maestro di bambini autistici ai quali fa ascoltare il Concerto numero 2 in fa minore per pianoforte e orchestra di Chopin. L'ascolto produce un'emottisi a un piccolo allievo, che sul suo foglio da disegno scrive una serie di numeri apparentemente insensati. Un amico matematico rivelerà in seguito all'insegnante che quei numeri indicano «uno dei valori fondamentali della natura: la costante di struttura fine». Che il piccolo Philip possa essere inconsapevole rivelatore di qualche astruso messaggio? Zivkovic, come sempre, lascia a noi la soluzione dell'enigma. Nel secondo racconto la musica si fa Cassandra di un incendio prima fantastico e poi reale. Nel terzo, la musica di un carillon crea al protagonista la facoltà di viaggiare dentro un tempo dell'assurdo. Quindi, un organetto di un clochard sa predire il futuro. Proseguendo nella scombussolante lettura, siamo toccati dalla dolcezza di un violino capace di condurre un uomo oltre i confini della morte. Nel settimo racconto (dentro cui abitano i fantasmi dei precedenti protagonisti) i «suoni dell'armonia celeste» sono fatali a un liutaio. Scorrevoli, pur nella loro surrealtà, le sette brevi storie sembrano uno spartito metafisico, non alieno da tocchi filosofici, appena sussurrati tra una nota e l'altra. Inquietanti quanto basta da farci pensare che sarebbero piaciuti ad Alberto Savinio che di surrealismo e giochi dello spirito era un raffinato intenditore.

Grazia Giordani