Charlie Mariano, il sassofono che incantò Verona

25/06/2009
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Charlie Mariano

Charlie Mariano, il grande altosassofonista scomparso nella mattinata di martedì 16 giugno, ha lasciato un nitido ricordo a Verona, dove ha suonato per Verona Jazz il 22 giugno del 2004 e il 20 giugno del 2005. Nel primo caso lo si ascoltò nella rassegna al Cortile del Conservatorio, in un indimenticabile duo col chitarrista argentino Quique Sinesi: un concerto dedicato alla musica argentina in cui la particolare dimensione timbrica dell'incontro chitarra-sax alto era resa in modo davvero straordinario attraverso un riuscito gioco di contrasto tra la suadenza degli accordi e una forza sassofonistica sorprendente per un ottantenne. Un bell'esempio di quell'instancabile curiosità da parte di Mariano che, nato musicalmente sulla scia di Charlie Parker (di cui era un coetaneo), era sempre molto interessato a quello che succedeva lontano dal jazz. Nel secondo caso si esibì al Teatro Romano con una formazione zeppa di musicisti veronesi distribuiti nella sezione ritmica e nel gruppo d'archi Città di Verona diretta da Enrico De Mori. In quest'ultimo caso si celebrava una delle pagine più peculiari del repertorio di Charlie Parker, quel «Parker With Strings», incisa da «Bird» alla fine degli anni Quaranta che nell'occasione veronese era stata completamente riarrangiata dal pianista Andrea Sorgini.
Ma bellissimi ricordi Mariano, che era una persone spiritosa e molto disponibile, li ha lasciati anche fuori dal palco. Era sempre pronto a scambiare due battute con chiunque, abbozzando magari qualche parola in italiano e raccontando gli incredibili episodi della sua convivenza con Charles Mingus. Il più famoso rimane sempre quello che risale alla fine degli anni Cinquanta, tempi in cui Mingus rivendicava nella vita e nella musica i diritti dei neri. In questo contesto qualcuno gli fece notare che nel suo sestetto tra i musicisti di colore c'era anche un bianco. Al che il contrabbassista rispose: «Mariano non è un bianco, è un italiano». LUI.SA.