Sciascia postumo Quell'inedito Vittorini lo snobbò

IL LIBRO. Da Adelphi l'opera omnia dell'autore
Nella silloge «Il fuoco nel mare» anche cronache e saggi poco noti
30/07/2010
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Leonardo Sciascia (1921-1989)

Passato da poco il ventennale della morte, Leonardo Sciascia (1921-1989) torna in libreria con Il fuoco nel mare (210 pagine, 18 euro) dato alle stampe da Adelphi.
Questa silloge postuma comprende racconti, prose, piccole cronache dell'autore siciliano apparse in periodici e scritti tra il 1947 e il 1975; testi ignoti alla maggior parte dei lettori e di cui Paolo Squillacioti fa la storia in una nota. È stata Maria Andronico Sciascia a schedare e raccogliere quanto ha ritrovato fra le carte del marito.
In queste pagine si riassapora l'ironia, a volte spietata, dell'autore, che diventa caustico sarcasmo quando stigmatizza vizi e debolezze dei suoi conterranei.
Di sapore brancatiano i racconti come Carnazzeria (macelleria, per i siciliani) del 1962, dove Sciascia ride del gallismo. Sorriso amaro leggendo Il lascito (1964) che sarebbe piaciuto a Verga: l'arricchito Calcedonio Fiumara, rapace possidente, non teme la morte ma «il dover lasciare tutte le sue cose a persone che potessero godersele». Quindi fa erede universale un manicomio dove nessuno potrà sentirsene contento.
Inedito è Il signor T protegge il paese, scritto da Sciascia a 26 anni e proposto a Elio Vittorini nel 1947. Scrisse Sciascia: «Caro Vittorini, già per il Politecnico settimanale ti ho inviato qualcosa da pubblicare e, rispondendomi, mi avevi promesso di occupartene, se non di pubblicare, su uno dei prossimi numeri. Da allora il Politecnico ha avuto un'indecisione editoriale; ma sperando ora nella sua regolarità, ti invio un breve manoscritto, sicuro che, anche quando non troverà posto nella rivista, tu vorrai rispondermi e consigliarmi». Rispose il silenzio, ma non c'è da meravigliarsene: anche Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa passò inosservato, finché se ne occupò il ferrarese Bassani, perché quel capolavoro fosse pubblicato (ma dopo la morte dell'autore).
Tema forte e ricorrente è la fine del fascismo. Vedasi in particolare il racconto 10 luglio 1943 dove gustiamo il clima ovattato della Sicilia di quel tempo, con i voltagabbana (tutto il mondo è paese) e i profittatori che si liberano all'istante dell'ideologia di un momento prima, pronti a salire sul carro del vincitore. Il giorno prima dello sbarco alleato: «Duce, per te la vita!» All'arrivo degli americani: «Viva la repubblica stellata!»
Se non altro, questa raccolta postuma ridarà il piacere agli estimatori di leggere pagine sciasciane meno note, atte a rinverdire il ricordo non solo di uno scrittore di talento, ma anche di un uomo coraggioso che, nel corso della sua vita, non si è mai tirato indietro nel denunciare barbarie e ingiustizie.

Grazia Giordani