Patti Smith, immacolata sacerdotessa del rock
MUSICA. Prosegue il tour italiano dell'artista americana«We shall live again», la fede in un futuro migliore
Vivremo ancora, e non ci stancheremo di riascoltare ancora Patti Smith. Si intitola proprio We shall live again, come a promettere la sconfitta della morte, il nuovo tour della cantautrice americana. Dopo un primo concerto elettrico, l'altra sera a Carpi, e un paio di altri show acustici, la poetessa del rock proseguirà con la sua "acoustic band", suonando a Civitanova Marche (domani), a Venezia (in piazza San Marco, il 1° agosto), a Grado (il 3) e a Rezzato (a Villa Fenaroli, in provincia di Brescia il 4), per chiudere a Gavorrano, nel Grossetano (il 5).
La formazione che la segue vede gli storici Lenny Kaye alla chitarra acustica e Jay Dee Daugherty alle percussioni; Tony Shanahan, suo collaboratore da quasi quindici anni, al basso; la figlia Jesse Smith al pianoforte e Mike Campbell alla chitarra.
Il titolo del tour è preso da una strofa ripetuta più volte nella canzone Ghost dance, e indica la fede della signora Smith in un futuro migliore, lei che ha visto andarsene (non per sempre, dunque), un marito, un fratello e una serie interminabile di amici, collaboratori, artisti-guida e intellettuali di riferimento come il fotografo Robert Mapplethorpe, gli scrittori Allen Ginsberg e William Burroughs, e il musicista Richard Sohl.
«Gesù è morto per i peccati di qualcuno, non certo per i miei» è il verso che apre Horses, il suo celebre disco di debutto, datato 1975, e continua ad essere valido: Patti è diventata la sacerdotessa immacolata del rock ma soprattutto l'ultima vestale della poesia che questa musica ormai ultracinquantenne può portare con sé.
Dopo che il film-documentario di Steven Sebring, Patti Smith: a dream of life ha ottenuto una serie di riconoscimenti, e dopo aver seguito gli allestimenti d numerose mostre di sue fotografie e dipinti in tutto il mondo (la cantautrice è stata, ancora prima che musicista, fotografa e scrittrice), ha dato alle stampe il primo (si spera) volume autobiografico, Just kids (uscito in Italia per i tipi della Feltrinelli il mese scorso), resoconto personale della sua storia con Mapplethorpe e della sua vita a New York prima del successo come cantatante/declamatrice rock.
Di recente la Società Americana dei compositori, autori e pubblicisti, riunitasi a Los Angeles, le ha conferito il prestigioso ASCAP Founders Award, premio massimo per i musicisti. Ma il vero riconoscimento della sua arte le viene dal pubblico che, a distanza di oltre 20-30 anni, canta ancora brani liberatori come Rock'n'roll nigger, People have the power, Gloria, Free money e Because the night.
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