Quando con gli spavaldi pattinava anche Tosi
Tutto nacque alla fine degli anni novanta, da un risicato gruppo di spavaldi pattinatori che, quando ancora l'inverno era nel suo pieno rigore, decisero un po' per sfida, un po' per divertimento di farsi un giro con i pattini in centro storico. Ritrovo al bar dell'Arsenale. Timidamente erano partiti in meno di una decina, seguendo il corso dell'Adige un martedì sera e tra una chiacchierata e l'altra, quando trovavano un rettilineo invitante e deserto, magari ben asfaltato, ingaggiavano qualche piccolo duello.
La voce cominciò però a spargersi e prima dell'estate erano oltre cento i pattinatori che già cominciavano a riunirsi al martedì sera all'Arsenale inventando ogni settimana un percorso nuovo senza però mai rinunciare alla «vasca» in via Mazzini.
La prima estate scivolò quindi via liscia sui pattini, senza troppe lamentele, nè richiami da parte dell'amministrazione Sironi. Poi però, la folla dei pattinatori continuò ad aumentare e vi furono picchi anche di cinquecento persone. Il gruppo dei «veterani», organizzò persino delle squadre di «angeli», con tanto di giubbotti catarifrangenti per segnalare il passaggio dei pattinatori agli automobilisti agli incroci. Poi la situazione divenne troppo importante per poter fingere di non notarla e i pattinatori scesero a patti con l'amministrazione Sironi la quale per un anno concesse persino la scorta dei vigili urbani, sull'esempio di quanto avviene a Parigi ogni venerdì sera.
Ma per arrivare a questo compromesso fu utile anche l'intervento dell'allora consigliere regionale e comunale Flavio Tosi e dell'allora consigliere della quinta circoscrizione Luca Coletto (oggi vice presidente della Provincia e consigliere comunale).
Ebbene sì, proprio il sindaco, nel settembre del 2000 decise per la prima volta in vita sua di infilare un paio di pattini e cimentarsi in quella che era diventata la moda del momento per i giovani veronesi.
Tosi, bardato di protezioni (che gli furono sicuramente preziose) terminò coraggiosamente tutto il lungo e non proprio facile percorso, spingendo come un forsennato sulle gambe per acquistare velocità. Il suo più grande problema era la frenata. A dirla tutta, qualche muro e qualche cancellata furono utili a fermare la sua corsa, ma tutti i pattinatori presenti erano sbalorditi di quanto spericolato fosse il sindaco, allora consigliere.
Coletto, invece, era più sicuro e anche più lineare nella pattinata anche se decisamente più prudente. Alcuni dei ragazzi più esperti li aiutarono nelle discese più ripide e Paola, la maestra del gruppo, spiegò loro alcuni trucchetti per evitare spiacevoli cadute.
Grondanti ma felici, seguirono il gruppo anche in via Mazzini, dove sotto lo sguardo di vigili urbani e polizia, si limitarono ad osservare il tradizionale trenino che i pattinatori avevano formato, non per timore delle forze dell'ordine ma semplicemente perché non riuscivano a prendere la coda del biscione che stava prendendo sempre più velocità. Tra qualche scivolone e alcune ammaccature, i due prodi consiglieri si lanciarono infine verso il traguardo all'arsenale. E sfilandosi i pattini sospirarono: «Ah, terra ferma!».
Coletto affermò: «E' un modo molto bello di vivere la città. Si capisce quanto preziosi siano i marciapiedi e che non sono solo un intralcio così come li si vede viaggiando in macchina! Bisognerebbe proporre un evento simile anche in ogni circoscrizione.
E' divertente e salutare
a parte qualche ammaccatura!».
Anche Tosi, ancora madido di sudore, spiegava di essersi divertito e che avrebbe presentato una mozione in consiglio per agevolare l'evento settimanale: «Sarà una proposta che porteremo avanti. Si tratterà di concordare con i pattinatori alcune vie da chiudere al traffico tutti i martedì sera. Visto che non ci sono spazi idonei per pattinare e che per la città non si creerebbe un gran disagio, si eviterebbero così rischi, seppur rari, ma inutili».
E come promesso, un mese più tardi l'allora capogruppo della Lega Nord in Comune e in Regione, presentò al sindaco Michela Sironi una mozione urgente chiedendo di emettere un'ordinanza di chiusura al traffico, tutti i martedì sera dalle 9 alle 11, di un percorso da concordare con i rappresentanti dei pattinatori. G.C.
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