Serve una perizia supplementare sull'arteria cerebrale


24/06/2009
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Il professor Carlo Torre con il presidente Dario Bertezzolo

Nessuno ha sollevato dubbi circa l'appartenenza di quel tratto di arteria a Nicola Tommasoli ma il supplemento di perizia affidato al professor Torre e al dottor Stura (che si avvaranno di un'esperta dell'ospedale di Torino) è stato ritenuto necessario «essendovi stata controversia che interessa un tratto arterioso ora analizzabile». La Corte ha disposto «l'analisi dei reperti sotto il profilo istologico». Da qui i quesiti: «dica il perito se si tratti di porzione di arteria in cui l'angiografia segnalò l'ectasia e se nella porzione ci sia traccia di aneurisma».
Poi l'integrazione chiesta dalle difese, un elaborato unico firmato dagli avvocati Serpelloni, Quaranta, De Zuani, Delaini, Bussinello e Trimeloni. Quesiti che non lascerebbero nulla di intentato e che si basano, anch'essi, su quanto rilevato dall'angiografia. Lo stesso professor Torre nella perizia la ritiene il segnale che qualcosa di sospetto c'era, al punto che lo stesso perito lamenta la mancata considerazione dell'anomalia e la mancanza di prelievo dell'intero tratto di arteria. Quattro i quesiti: «quali strutture della base encefalica siano ancora identificabili e se il vaso segnalato come Pica dalla consulente sia la cerebellare posteo inferiore; se nel diagramma redatto dal medico del tratto vascolare prelevato venga riportata la Pica; se il tratto dell'arteria vertebrale destra prelevato rappresenti, almeno in termini di probabilità, l'intero percorso intracranico; se nel tratto di arteria attualmente disponibile include anche il vaso nel punto in cui si immette nella cavità cranica, se sì se vi sono segni di dissecazione». Le operazioni inizieranno il 20 luglio, Torre incontrerà i consulenti il 6 agosto e depositerà l'elaborato il 25.