«Il Ptcp? Venezia non lo vuole»
BILANCI. Il presidente della Provincia ha ripercorso le ultime tappe della sua amministrazione. Togliendosi qualche sassolino dalle scarpeMosele: «La Regione ha le sue strategie e scavalca gli enti locali come nel caso del nuovo parco termale»
E' tempo di bilanci per Elio Mosele, dopo cinque anni di presidenza della Provincia di Verona e delle sette Province del Veneto. Ed è anche l'ora per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. L'argomento attuale riguarda l'approvazione del Ptcp.
Chi vuole scongiurarla? «La Regione intende seguire le proprie strategie, scavalcando la volontà di sindaci e Province, che con l'approvazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale avrebbero avuto l'ultima parola sulla programmazione del proprio territorio. E questo ha creato l'intoppo», spiega il presidente uscente, che porta un esempio: «Quando, ignari, ci si trova nel Ptrc una megastruttura con aree termali, beauty farm, fitness, negozi ed una clinica estetica con un potenziale bacino di utenza di 4 milioni di persone, che già nel 2011 potrebbe essere visitata da 300mila persone e nel Piano regionale non si fa parola sulle infrastrutture necessarie a fronteggiare questo attrattore di traffico, cominciano a sorgere dei dubbi». Si tratta di Aquardens, le terme della Valpolicella, che nel giro di due anni apriranno a Santa Lucia di Pescantina.
«Questo è solo uno degli esempi di programmazione territoriale che bypassa gli enti locali ed i cittadini interessati». E il Consiglio segue le direttive della Regione? «Ogni consigliere è spesso condizionato a rispettare le indicazioni dello schieramento partitico cui appartiene, ma per l'approvazione del Ptcp mi auguro che ci sia ancora spazio per una soluzione autonoma. Se così non sarà, mi aspetto almeno il riconoscimento al valore del lavoro svolto», sottolinea l'ex rettore, che rilancia ancora una volta la candidatura del suo vice, Antonio Pastorello: «E' un augurio che faccio ai cittadini veronesi, prima che a lui stesso, perché è una persona seria, capace, un grande lavoratore che ha ottenuto brillanti risultati in tutte le sue competenze. Nel turismo, per fare un esempio, ha fatto sì che Verona sia presa ad esempio nella valorizzazione del territorio e dell'accoglienza».
E tra i vari traguardi, evidenzia che «sono state potenziate le politiche del lavoro, grazie alla rete informatica che ha permesso lo scambio di dati fra ricerca e offerta. Ci siamo anche fatti carico del trasporto scolastico dei disabili, anche se sarebbe la Regione a doverlo sostenere finanziariamente, secondo quanto recita il titolo V della Costituzione». Il presidente Mosele era in compagnia del vicepresidente Antonio Pastorello e degli assessori Alberto Martelletto, Dionisio Brunelli, Gianni Panato, Luca Coletto, Maria Luisa Tezza, del direttore generale Giuseppe Panassidi e del presidente dell'assemblea consiliare, Massimo Galli Righi, che annuncia le ultime due riunioni del Consiglio il 20 e 21 (fino a mezzanotte se necessario) per approvare il rendiconto 2008, l'assestamento dei debiti fuori bilancio risalenti agli anni '70 e '80 e, se resisterà il numero legale, il Ptcp.
Sul fronte delle entrate, i dati più significativi sono le entrate tributarie ed extratributarie pari a 87,138 milioni di euro, che rappresentano il 72,12% delle entrate correnti e il 55,11% del totale che ammontano complessivamente a 158,093 milioni di euro. Le entrate derivanti da trasferimenti statali e regionali ammontano a 33,669 milioni di euro.
La spesa corrente impegnata nel bilancio 2009 si attesta su un valore pari a 103 milioni di euro, più 17,2 milioni per il rimborso mutui e prestiti.R.C.
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