28.08.2012
«E così Beatrice» scrive la Olga «ha portato un po' di fresco e per la prima notte dopo tanto tempo io e il mio Gino abbiamo dormito senza sbàtar i brassi e le gambe da una parte e dall'altra e senza lamentarci per il caldo. Ma la televisión ci ha detto che non dobbiamo illuderci perché dopo Beatrice torneremo sui carboni ardenti di un altro diàolo, che non so come lo chiameranno stavolta perché li hanno finiti tutti, almeno quelli di Dante, e scominsieranno con quelli di Bertolli. Stando alle previsioni, ma non a quelle del nostro giornàl che spesso el ghe intìva, domenica avrebbe dovuto essere una giornata di temporali e sìte, di acqua e di vento e, fin dalla mattina, abbiamo serato su tutto perché non ci venissero le sìte in casa come è capitato una volta alla Amelia che un fulmine ci ha brusato le mudande che aveva indosso e da allora, senza aver avuto altri danni, la ciàpa la pensión da invalida per eventi atmosferici». «L'allerta era stata data dal ragionier Dolimàn che non si limita solo a quanto dicono in televisión ma guarda le previsioni su Internet. Era in programma una gita col pulmino del bareto sui monti della Bassa che l'oste Oreste ha scancelàto per paura delle trombe d'aria proprio perché el ragionier aveva letto su Internet che sarebbe stata una domenica da trincea. Addirittura un sito meteo locale prevedeva anche le ore in cui si sarebbero scatenate le sìte, tanto che il mio Gino, informato dal ragionier, guardava l'orologio e scandiva el càunt dàun. Ma, spiando da un sbàcio de la taparela, vedevamo che il cielo continuava a restare azzurro e che solo sulla Lessinia c'era qualche nuvoletta di quelle che basta fumar la pipa perché si formino, mentre sui monti della Bassa non c'era neanche quella. "Ci hanno tolto par el cul ancora una volta" ha detto il mio Gino" alle nove di sera tirando su le taparele. Però l'aria si era rinfrescata perché da qualche parte era piovuto, ma non dove avevano previsto i meteorologi e le squìnsie della televisión che però adesso ci dicono, con i soliti toni terroristici, che l'Africa tornerà a soffiarci addosso el fogo del Sahara. Sarà vero, ma mi sa che queste àsene le se gode, ghe par de far uno scup a spaventàr i veciòti che di questa estate de boio hanno le scatole piene e non ne possono più neanche di un'informassión fatta alla va te ciava».
Silvino Gonzato