17.08.2012
DRAMMA ALLA FOCE DEL SARCA. Da due giorni si cerca il corpo di Giacomo Slemer, 24 anni, nelle vicinanze di Torbole
La coppia s'era tuffata in una zona in cui la balneazione è vietata a causa delle correnti In difficoltà al rientro a riva, il giovane ha aiutato la sua ragazza. Ma poi si è inabissato
L'angoscia dei familiari di Slemer in riva al lago mentre assistono alle operazioni di ricerca della salma del giovane scomparso il giorno di Ferragosto in località Linfano alle foci del Sarca FOTOSERVIZIO DIENNE
S'erano tuffati nel lago vicino al punto in cui le acque del fiume Sarca si uniscono a quelle del Garda, dove c'è il divieto di balneazione perchè lì le correnti sono forti e insidiose. E quando è stato il momento di rientrare Michela Dalla Chiara e il suo ragazzo, Giacomo Slemer, hanno incontrato delle difficoltà. Il giovane, 24 anni (il suo compleanno sarebbe stato il 30 agosto), ododontotecnico nello studio Chierico a Verona, si è dato da fare per dare una mano alla ragazza e l'ha mandata avanti restandole dietro, ma quando lei è riuscita ad arrivare alla spiaggia, di Giacomo non c'era più traccia, inghiottito dall'acqua gelida forse per ipotermia, forse per un malore o per la stanchezza. E così il giorno di Ferragosto sul Garda è stato funestato dalla sparizione del giovane, di cui da due giorni si cerca il corpo. Ieri nella zona del Linfano nei pressi di Torbole sono arrivati anche i parenti del ragazzo. La madre è rimasta seduta ore a fissare il lago, il fratello di Chiara ha invece evidenziato che i cartelli che segnalano il divieto di balneazione sono quasi nascosti e ce ne sono soltanto due. Le ricerche dei vigili del fuoco di Trento e della squadra nautica non hanno ancora dato esito. La coppia si era immersa nella zona della foce del fiume Sarca, la cui acqua in questo periodo fredda a causa delle precipitazioni delle ultime settimane che hanno anche reso la corrente particolarmente forte. Secondo il racconto della ragazza volevano raggiungere una spiaggia di fronte, talmente bella da essere paragonata a quelle tropicali. Chiara dopo la maturità al Fracastoro ha iniziato a lavorare come maschera alla Fondazione Arena, essendo iscritta a lingue e letteratura straniere. La coppia aveva scelto quel posto perchè in uno dei locali in riva al lago lavora il fratello della giovane. «Ho assistito all'annegamento del veronese che risulta disperso alle foci del Sarca a Torbole», dice il veronese Claudio Baglieri, «facevo il bagno nella spiaggia accanto a quella in cui è avvenuta la disgrazia ed ho potuto verificare di persona la tempestività dei soccorsi giunti sul posto (vedette, elicottero, ambulanza, sommozzatori) tutto si è svolto con professionalità ed efficienza però se ci fosse stato un servizio di assistenza ai bagnanti in quella spiaggia libera, si sarebbe potuto intervenire nei pochissimi minuti utili a trarre in salvo una persona in difficoltà. Dopo 5 o 10 minuti da un allarme per annegamento, purtroppo, è tardi». Il dramma di Ferragosto è durato pochi minuti, anche se le spiagge circostanti sono diventate il triste anfiteatro che ha consentito a centinaia di turisti di seguire i prolungati tentativi di recupero della vittima, con spettacolari manovre da parte dell'elisoccorso, che ha «spazzato» ripetutamente la zona e sono state seguite anche da Riva del Garda). Le ricerche del corpo di giovane sono proseguite a lungo, con immersioni anche in notturna da parte dei 14 sub intervenuti sul posto. Fino quasi alle 22.30 di mercoledì e nel corso dell'intera giornata di ieri con dispiego di uomini e mezzi: dieci sub si sono alternati nella perlustrazione, con diversi «riposizionamenti», alla presenza anche della Guardia Costiera, mentre Carabinieri e squadra nautica del Commissariato di Polizia di Riva hanno evitato l'accesso «nautico» alla zona interessata dalle ricerche. L'ultima volta che vi fu un annegamento qui ci vollero dieci giorni per recuperare la salma.
Alessandra Vaccari
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