08.08.2012
IL FRONTE COLLEGATO. L'enorme complesso fra corso Porta Palio e via Scalzi ospita ora un Centro di medicina legale
Come altre ex caserme in fase di riconversione potrebbe essere utilizzato per uffici amministrativi
L'ospedale militare di Verona farebbe gola al Comune. E quest'ultimo potrebbe accettare di non farsi cedere gratis alcuni pezzi di forti e mura nell'ambito dell'accordo sul federalismo demaniale (vedi altro articolo) se lo Stato valutasse di mettere a disposizione della città, tutto o in parte, l'enorme edificio che occupa l'isolato fra corso Porta Palio, circonvallazione Oriani, via Scalzi e la zona del grattacielo di piazza Renato Simoni. Il complesso, denominato caserma Dalla Bona, ha l'ingresso principale da corso Porta Palio, dove c'è anche un parcheggio. In questo momento si tratta soltanto di ipotesi, ma risulta che Palazzo Barbieri nutra un certo interesse per quell'area. Il Comune fra l'altro intende mettere in vendita 17 edifici di sua proprietà, sedi di uffici amministrativi, con l'obiettivo di realizzare i soldi per costuire una nuova sede del Comune fra Borgo Roma e la Zai, nell'area dell'ex mercato ortofrutticolo. L'ospedale militare (questa appunto è un'ipotesi) potrebbe assolvere alla funzione di sede centralizzata. Costruito a metà Ottocento dagli Austriaci nel luogo dove già Napoleone ricavò un presidio ospedaliero, l'ospedale ha sempre svolto quel ruolo. Vi fa riferimento l'intera regione militare del Veneto. L'attività nel corso degli ultimi anni è stata via via ridimensionata. Oggi non c'è più il servizio ospedaliero vero e proprio, ma il presidio è diventato un Centro di medicina legale militare, per la valutazione di prognosi e pratiche di persone attive nell'Esercito. L'edificio è proprietà del Demanio militare e, come detto, mantiene una propria funzione. Sulla scia di numerose dismissioni di caserme come la Passalacqua, la Santa Marta, la Martini, destinati ad altre attività e insediamenti come l'università, impianti sportivi, case o sedi di comandi di forze dell'ordine, si ragiona però da tanti anni su una sua eventuale riconversione. L'immobile ha un valore storico-architettonico e quindi, come per l'Arsenale austriaco e altri edifici, qualsiasi ipotesi di utilizzo richiederebbe una ristrutturazione.E.G.
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