08.08.2012
SICUREZZA. L'ex presidente Matteo Gelmetti (Pdl) chiede una rotonda sul corso con i soldi promessi dai privati
E Bertucco (Pd): «Servono opere per rendere sicure le strade a pedoni e ciclisti con i soldi delle multe»
«Chi se ne importa se perdiamo una volata ciclistica o se i carri di Carnevale dovranno fare una curva, occorre mettere subito in sicurezza corso Porta Nuova con i soldi provenienti dal Piano interventi». A sostenerlo è l'ex presidente della prima circoscrizione, Matteo Gelmetti, ora consigliere del Pdl del «parlamentino», all'indomani dell'ennesimo incidente sul corso. E chiarisce: «Visto che la circoscrizione ha inserito la sistemazione della via all'interno del Piano degli interventi e che vi sono già dei privati che hanno confermato gli interessi sottoscrivendo le promesse di pagamento, il Comune ha già la possibilità di stornare risorse per mettere in sicurezza corso Porta Nuova». Ma qual è il modo migliore? Per Gelmetti la «rotonda all'altezza della farmacia San Luca è indispensabile e non interessa se non avremo una volata, tanto chi conosce il ciclismo sa che i ciclisti passano lo stesso e i carri allegorici possono fare il giro, quel che conta è che si metta ordine all'incrocio che porta a piazza Cittadella perché non è pensabile che ci siano automobilisti che fanno inversione a U per entrare nel parcheggio». Infine, secondo l'ex presidente, i soldi del Piano interventi dovranno servire per la ciclabile, soprattutto l'ultimo tratto fino ai portoni della Bra. E sulla sicurezza stradale interviente anche Michele Bertucco, capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, che dice: «La repressione non basta, servono politiche attive di mitigazione». E aggiunge: «A Verona abbiamo un gigantesco problema di sicurezza stradale, che l'amministrazione finora haignorato o affrontato soltanto dal lato della repressione e della propaganda. Perdendo miseramente la sfida. Per combattere il fenomeno l'unica soluzione praticabile è cambiare il traffico ma questo non sembra essere nelle corde dell'assessore alla Mobilità, che da cinque anni omette di approvare il Piano del traffico, vecchio di 15 anni». E conclude: «In tutta Europa le città vengono rese più sicure e vivibili grazie all'istituzione delle zone 30 e restringendo le carreggiate in uso alle auto in favore di marciapiedi più larghi e piste ciclabili più scorrevoli. Qui invece facciamo l'esatto contrario destinando a pedoni e ciclisti solo spazi di risulta». E lancia una proposta: «Destinare a opere di mitigazione stradale in favore del centro storico e dei quartieri più esposti le decine di milioni di euro che ogni anno l'amministrazione raccoglie dalle multe».G.COZ.
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