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Cronaca

03.08.2012

Omaggio ai 200 anni di Verdi

IL CARTELLONE. In scena il Nabucco e la trilogia popolare con Traviata, Trovatore e Rigoletto
Il 17 luglio anche un «Gala Verdi» Sul podio il veronese Battistoni

Placido Domingo con Girondini, Tosi e Gavazzeni FOTO MARCHIORI

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Il direttore artistico Paolo Gavazzeni nel passare in rassegna i vari titoli del programma, ne ha messo in luce gli aspetti salienti e le particolarità, a cominciare da AIDA. L'opera regina per eccellenza delle stagioni areniane avrà nel festival del centenario ben due allestimenti. La grande novità è riservata all'apertura, fissata per il 14 giugno, con la presenza di un suo nuovo allestimento, curato nelle scene da Roland Olbeter e con la regia di La fura dels baus. Interprete di un teatro totale, che sfrutta le moderne tecnologie, la famosa compagnia catalana è nota in campo mondiale per la sua capacità di fonderle al linguaggio estetico del corpo più che a quella della parola. Alla nuova Aida sono assegnate undici recite, con la direzione del giovane israeliano Omer Wellber. Un esordio areniano quello di Wellber, sul cui conto vi sono molte aspettative per il futuro (come una collaborazione principale?) e sul cui talento non si nutrono più dubbi. Aida nell'allestimento storico del 1913 entrerà invece in scena dal 10 agosto (per sette recite) e concluderà la stagione stabilita per domenica 8 settembre, nella consuetudinaria direzione di Daniel Oren e regia di Gianfranco De Bosio. NABUCCO. Seconda opera ad entrare nei programmi del festival, a partire dal 15 luglio, Nabucco avrà 13 recite, con la direzione di Julian Kovatchev e la regia di Gianfranco De Bosio. Un allestimento che si avvale del rifacimento delle scene progettate nel 1991 da Rinaldo Olivieri. È stata anche già fissata una novità assoluta per l'opera. Succederà domenica 18 agosto in cui Placido Domingo vestirà i panni del protagonista. LA TRAVIATA Nell'allestimento di Hugo de Ana, che già si impose due stagioni fa, tornerà sul podio areniano la giovane bacchetta Andrea Battistoni per nove serate, cominciando da quella di sabato 22 giugno. IL TROVATORE Un altro veronese tornerà a dirigere in Arena per questo allestimento che Franco Zeffirelli creò nel 2001. Sarà infatti Giuliano Carella che guiderà le compagini areniane per 5 recite (da sabato 6 luglio). REQUIEM Torna nei programmi areniani anche il grandioso Requiem di Verdi, diretto dal celebre maestro coreano Myng Whun Chung (sabato 13 luglio). Un'esecuzione in cui si uniranno insieme per la prima volta le forze artistiche dell'Arena e del Teatro La Fenice di Venezia. Il festival del centenario si mostra molto diversificato con diverse altre proposte che si svolgeranno prevalentemente nel corso del mese di agosto. La prima sarà uno speciale Gala Verdi -previsto però per mercoledì 17 luglio- in cui verranno eseguiti tre atti di altrettante opere del maestro di Busseto: il primo atto di La Traviata con la direzione di Andrea Battistoni, il secondo di Rigoletto, con quella di Riccardo Frizza, il terzo de Il Trovatore, nella concertazione di Omer Meir Wellber. La seconda sarà un Gala Domingo (15 agosto) e si potrà avvalere della bacchetta di un altro grande interprete: l'inglese Daniel Harding che accompagnerà Placido Domingo ed altri ospiti in un programma imperniato su musiche di Verdi e Wagner. Nella terza (20 agosto) Domingo presenterà per la prima volta in Arena, i vincitori del suo famoso Concorso Operalia (le selezioni avverranno al Filarmonico nei due giorni precedenti l'evento). E con alcuni artisti delle passate edizioni compirà anche qualche duetto canoro. La stagione del centenario si concluderà infine con altre due opere. RIGOLETTO. L'allestimento di Ettore Fagiuoli del 1928 ritornerà nel rifacimento di Raffaele Del Savio per 6 serate, con la direzione del maestro Riccardo Frizza (si parte dal 9 agosto), ma Domingo si alternerà con lui sul podio nelle serate del 16 e 23 agosto. ROMEO E GIULIETTA. All'opera di Gounod è affidata la parte terminale del festival con tre sole serate (la prima è per il 31 agosto) nella direzione dello sloveno Marko Letonja: una vecchia conoscenza per il pubblico veronese del Filarmonico.


Gianni Villani

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