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Cronaca

04.07.2012

Saldi al via, ma l'effetto anticrisi non c'è

SVENDITE ESTIVE. Sabato la partenza ufficiale, però almeno da un paio di settimane si possono trovare capi a prezzi ribassati
Negozi spiazzati dalla concorrenza con le regioni vicine. Basevi: «La verità è che non ci sono soldi»

Continuano le vendite promozionali e gli sconti: la crisi si sente e le offerte si moltiplicano FOTO MARCHIORI

Continuano le vendite promozionali e gli sconti: la crisi si sente e le offerte si moltiplicano FOTO MARCHIORI
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I commercianti sono piuttosto dubbiosi: i saldi estivi, che cominceranno sabato anche a Verona, come in tutte le città del Veneto, sapranno rivitalizzare un mercato che continua ad arrancare faticosamente? Il «miracolo» sembra difficile. Ma, a dire la verità, per queste svendite estive sarebbe del tutto lecito che un dubbio lo avessero anche i clienti: ci saranno ancora abiti, calzature e altri prodotti da acquistare con il 50% di sconto, o nei negozi sarà già tutto esaurito, tranne qualche scarpa numero 47 e qualche abito taglia 38, che richiede troppo ascetismo a tavola per andare a ruba? È infatti sotto gli occhi di tutti come da almeno un paio di settimane gli sconti siano cominciati nella grande maggioranza dei negozi del centro città. E se è vero che la normativa stabilisce che non possano essere effettuate vendite promozionali nel mese precedente i saldi di fine stagione, resta comunque il fatto che gli escamotage per aggirare tale legge sono molti, visto che almeno un negozio ogni due tra via Mazzini e via Cappello fa già gli sconti. Non stiamo parlando solo di quelle formule borderline rese possibili dall'utilizzo delle nuove tecnologie, e cioè l'invio di sms e mail ai clienti per invitarli ad approfittare dei ribassi in anteprima (un sistema diventato ormai molto diffuso): c'è pure chi annuncia rinnovo negozio, chi, quando entri, si avvicina per dirti che «è già tutto scontato al 30%», nei grandi magazzini ci sono gli sconti riservati ai titolari delle carte fedeltà e così via, alla fine nessuno resta escluso. E per ora nessuno si è nemmeno preso una multa. «A complicare la situazione è stato il fatto che la Lombardia, con un colpo d'ala, ha modificato la sua legge regionale sulle vendite promozionali, che stabiliva appunto l'impossibilità di farle nel mese precedente i saldi, che anche lì partono il 7 luglio: ha optato per la liberalizzazione, per cui tantissimi commercianti sono già partiti coi ribassi. E Emilia Romagna, Trentino e Friuli Venezia Giulia hanno abolito il divieto già da tempo», spiega Graziella Basevi, presidente regionale di Federmoda e rappresentante del settore abbigliamento di Confcommercio. «Per quanto riguarda la Lombardia, la scelta è stata giustificata come un'esigenza utile dato il momento di grande difficoltà economica: certo è che in questo modo vendite promozionali e saldi diventano la stessa cosa, restano due etichette differenti ma la sostanza è uguale. In ogni caso è chiaro che la concorrenza esercitata da città vicine, come Mantova e Brescia, ha fatto "correre ai ripari" gli esercenti veronesi. Il vero problema comunque è il fatto che i consumi non si muovono: mancano i soldi. Dal punto di vista dell'appartenenza alla categoria, come referente sindacale, non posso non dire che si tratta di una strategia sbagliata, che finisce per essere dannosa; d'altra parte è anche comprensibile che accada così. La verità è che c'è una disperata ricerca dello sconto per attrarre il cliente, un continuo gioco al ribasso che in alcuni casi spinge a vendere a prezzo di costo, svilendo così la politica aziendale che c'è dietro un'attività». Ma allora non sarebbe meglio liberalizzare anche i saldi e lasciare ai commercianti la scelta su quando fare sconti? «Più che saldi tutto l'anno, sarebbe necessario fare prezzi giusti tutto l'anno», risponde la Basevi. «Andrebbe ripensato l'intero sistema, con la consapevolezza che siamo di fronte ad un consumatore più attento e consapevole». E quanto alle aspettative per sabato, ammette: «Mi auguro che ci sia molta gente, temo però che in realtà non sarà così. Va anche detto che da sempre i saldi estivi sono meno importanti di quelli invernali. L'augurio è che vengano premiati i negozi che hanno fatto una seria politica dei prezzi e che ora faranno veri saldi».


Alessandra Galetto

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