22.06.2012
UNIVERSITÀ. Novità a partire dal prossimo anno accademico per uno dei tre corsi di laurea
L'esame di ammissione si terrà a settembre, iscrizioni entro luglio
Addio alla possibilità di considerare le facoltà umanistiche come «ultima spiaggia» per le matricole indecise: dal prossimo anno accademico, all'ateneo scaligero, il numero chiuso arriverà per la prima volta anche alla facoltà di Lingue.
Interessato dal provvedimento «restrittivo», in realtà, uno solo dei tre corsi di laurea: quello in Lingue e culture per i turismo e il commercio internazionale, per il quale è già fissato l'esame di ammissione dal 19 al 21 settembre (iscrizioni dal 18 luglio al 14 settembre). Via libera, invece, per chi desidera iscriversi a Lingue e letterature straniere e Lingue e culture per l'editoria.
TROPPO SUCCESSO. «La scelta del numero programmato discende dal notevole successo che questo corso, attivato nel 2001 su input di un gruppo di operatori turistici della provincia, ha riscontrato negli ultimi anni, divenendo uno dei corsi più frequentati di tutto l'ateneo», spiega la preside della facoltà, Alessandra Tomaselli. «In dieci anni il numero degli iscritti è raddoppiato. L'anno scorso, in particolare, abbiamo registrato un boom da 522 a 735 immatricolazioni». E il segreto di questo percorso, nato e cresciuto in una realtà turistica come quella veronese, oltre alla vocazione all'internazionalizzazione, è proprio il suo legame con il territorio, che garantisce ai ragazzi di trovare in breve un'occupazione: secondo il consorzio interuniversitario Almalaurea, infatti, il 64% dei laureati alla triennale, entro un anno dal titolo, lavora. Merito anche di una preparazipne che combina competenze umanistiche, economico-giuridiche e tirocini in azienda. «Ma resta il fatto che 735 matricole sono troppe per riuscire a garantire un servizio di qualità», sottolinea Tomaselli.
GIRO DI VITE. Di qui, il giro di vite: dall'anno accademico 2012-2013 l'intenzione è di contingentare gli ingressi a un massimo di 600. «Si tratta di un numero chiuso non particolarmente severo», aggiunge la preside, «ma per noi sostenibile, nel senso che permette alle strutture e alla didattica di reggere: il numero di aule e di docenti che abbiamo ci consente di arrivare alla triplicazione dei corsi, arrivando a gruppi di massimo duecento studenti in aula, ma non di andare oltre».
E suddivisi in tre gruppi i ragazzi sosterranno anche il test di ammissione, gestito dal centro linguistico di ateneo, uno in ogni giornata dal 19 al 21 settembre. «Si tratta di un test informatizzato che punta a verificare la competenza pregressa di una lingua ed eventualmente di una seconda», spiega la preside. Le matricole, infatti, dovranno iniziare lo studio di due lingue e poi due letterature straniere. Una di queste deve essere conosciuta già in partenza dall'allievo con un buon livello. Se il ragazzo non ne conoscesse una seconda, una volta iscritto verrebbe inserito in automatico nei corsi di alfabetizzazione per l'apprendimento della seconda lingua. «Conoscerne due, quindi», conclude Tomaselli, «può fare la differenza in fase di ammissione». E.P.
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