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Cronaca

08.06.2012

Il leghista eretico che rilancia la Lega

INCONTRI. Al Ristori dibattito tra Feltri, Tosi, Cattaneo e l'autore
Presentato il libro di Lorenzetto «La versione di Tosi» intervista al sindaco che disegnerà il nuovo partito

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Due ore di dialogo, battute, riflessioni e applausi al Teatro Ristori tra il sindaco Flavio Tosi, l'editorialista del Giornale Vittorio Feltri, il direttore de L'Arena Maurizio Cattaneo, investe di moderatore, e Stefano Lorenzetto, giornalista e scrittore che presentava il suo ultimo libro-intervista «La versione di Tosi», edito da Marsilio. Spazio per l'abituale verve di Lorenzetto che, racconta, tra l'altro, come è nata l'intervista, «durante un viaggio in autostrada tra Verona e Genova a 200 all'ora, con Tosi che andava a presentare il candidato leghista locale, senza soste, andata, giro del mercato, saluti, incontri e ritorno, roba da star male, mentre lui la giornata l'ha finita con una trasmissione in tivù». E poi la politica. Cattaneo domanda a Tosi se Bossi sia un problema per la Lega. Risposta: «Bossi è la persona che ha fatto passare l'idea del federalismo che prima era giudicato razzismo. Dall'89 al 2004 è stato il leader indiscusso della Lega perchè aveva una forza interiore impressionante. Poi c'è stata la malattia da cui si è ripreso con forza sovrumana. Dal 2004 c'è stato chi si è approfittato di lui. Tra poco Bossi sarà presidente della Lega, che gli riconosce il titolo di padre fondatore della Lega, e Maroni segretario. La linea del partito sarà decisa dalla nuova squadra che gli sarà accanto. Ma Bossi non va disconosciuto». E anche sul caso Formigoni il sindaco Tosi è cauto:«Se verrà dimostrato che chi è stato generoso con lui ha avuto dei vantaggi, si dimetterà. Finora ha lavorato bene. Si può parlare di atteggiamento poco opportuno ma la scorrettezza è da dimostrare. No ai processi sui mass media». Vittorio Feltri ha detto di apprezzare la semplicità con cui si esprime Tosi, «a differenza dei partiti in genere che parlano in modo incomprensibile e rischiamo di farci andare alle elezioni senza sapere chi votare. Non c'è più la minima fiducia nei partiti. Così qualunque idiota che sale su un palco e dice "contro" ha consensi». Ma la Lega può riprendersi dall'ultima batosta elettorale? «Abbiamo perso tanti voti per due mesi di follia. Ma il movimento è ancora quello. C'è da recuperare l'elettorato perso. Se sapremo essere credibili ce la faremo». Legge elettorale? Per Tosi «va cambiata. Attenzione però. Il rischio è che Pd e Pdl ci tagliano fuori». Tosi ha vinto contro il cerchio magico di Bossi. Ma a Verona ne ha uno suo? L'accenno è alle nomine dei vertici delle aziente e degli enti del Comune. Tosi risponde pragmatico: «Le aziende del Comune tra 2007 e 2012 hanno avuto risultati più che positivi rispetto al passato. Le nomine le faccio sulla base della fiducia e della competenza. Rispondo io. E, quindi, scelgo io». Applauso.


Elena Cardinali

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