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Cronaca

26.05.2012

Libri antichi rubati, De Caro ammette

NAPOLI-VERONA. L'ex direttore dell'antica Biblioteca, residente a Verona e ora a Poggioreale, scagiona il conservatore: «Le tarme, una scusa»
Incastrati da sms e telecamere: «Va in campagna», serviva a indicare l'area di stoccaggio della Zai

Una delle sale della biblioteca Girolamini di Napoli

Una delle sale della biblioteca Girolamini di Napoli
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Marino Massimo De Caro, il direttore della biblioteca dei Girolamini di Napoli arrestato l'altro giorno nell'ambito dell'inchiesta sul furto dei libri e la caotica gestione della struttura, ha ammesso le accuse e si è detto disponibile a collaborare con i pm. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, che si è svolto ieri ed è durato circa due ore, De Caro, che è assistito dagli avvocati Grazia Volo, Leo Mercuri ed Ernesta Siracusa, si è detto consapevole della gravità di quanto ha fatto. Gli scatoloni, le valigie e le borse che il direttore e altri indagati, ripresi dalle telecamere, portavano via dalla biblioteca contenevano, ha spiegato De Caro al gip Francesca Ferri, i libri ritrovati nei giorni scorsi nel container self storage a Verona il cui contratto di affitto era intestato a un prestanome. Il direttore ha, poi, sottolineato che il conservatore, padre Sandro Marsano, a sua volta indagato per peculato, era all'oscuro della vicenda e ha affermato di essersi comunque impegnato per la biblioteca dei Girolamini, in particolare compiendo un intervento di disinfestazione contro le tarme e a trasferire i libri. TUTTA COLPA DI UN SMS. C'è anche quello ad inchiodare due dei protagonisti dell'indagini sul furto di libri preziosi. Durante le operazioni di sequestro della biblioteca dei Girolamini, avvenuto il 20 aprile scorso, il direttore della struttura, Marino Massimo De Caro, inviò un sms a Mirko Camuri, che si trovava a Verona, perchè provvedesse a spostare un migliaio di libri antichi, 257 dei quali certamente provenienti dal complesso dei Girolamini. La vicenda è stata ricostruita nell'ordinanza di custodia cautelare. Con De Caro sono stati arrestati Lorena Paola Weigandt, 35 anni, e Alejandro Eloy Cabello, 42 anni, entrambi di origini argentine residenti a Verona; Mirko Camuri, 44 anni, residente sempre a Verona, e Victoria Pawlosky, 21 anni, di origine ucraina, residente a Formia. Il messaggio inviato da De Caro a Camuri (vedi articolo a lato, nedr) è brevissimo: «Vai in campagna». Il riferimento alla campagna, scrive il Gip, perchè i depositi si trovano in via Pacinotti, una strada lontana dal centro di Verona.

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