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Cronaca

07.05.2012

Olimpiadi di italiano, Silvia veste l'alloro

TALENTI. Una studentessa del quarto anno del liceo scientifico «Messedaglia», prima alla selezione nazionale che si è svolta sabato a Palazzo Vecchio a Firenze
La vincitrice: «Mi ha iscritto la mia insegnante: è stato emozionante, non mi sarei immaginata di arrivare sul podio. Nel mio futuro però ci sarà una facoltà scientifica»

Al centro Silvia Butti, la studentessa del Messedaglia premiata a Firenze

Al centro Silvia Butti, la studentessa del Messedaglia premiata a Firenze
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Ama le scienze e la matematica, ma ha talento per eccellere anche nella conoscenza della lingua italiana. Si chiama Silvia Butti ed è veronese la vincitrice della seconda edizione delle Olimpiadi di italiano, la cui finale si è svolta sabato nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, a Firenze. Silvia frequenta il quarto anno al liceo scientifico Messedaglia e si è classificata, insieme ad altri due studenti, premiati rispettivamente per le medie e le elementari, tra 15 mila partecipanti di 1.500 scuole di tutte le regioni italiane e di due scuole italiane all'estero. «È stata una bellissima esperienza: anche perchè non mi aspettavo proprio di vincere», racconta Silvia, tornata ieri pomeriggio da Firenze. «Ad iscrivermi alle Olimpiadi è stata la mia professoressa di italiano, Silvia Cipriani, e a dire il vero lo ha fatto a mia insaputa. Me lo ha detto solo dopo avermi iscritta: comunque, meno male che lo ha fatto! Abbiamo avuto varie selezioni: prima quelle di istituto, poi le pre-regionali, le regionali e infine la selezione nazionale a Firenze. Che è stata anche la più difficile». «Nelle precedenti infatti le prove erano più oggettive, costituite da domande di ortografia, morfologia, sintassi, lessico», racconta ancora Silvia, «mentre in questa ultima tappa c'erano anche domande a risposta aperta che richiedevano maggiore personalità creativa. Ad esempio era richiesto il riassunto di un articolo di Montanelli sul rapimento di Aldo Moro, la parafrasi di un testo medico-scientifico, il commento ad un testo narrativo e così via». Le Olimpiadi di italiano sono organizzate dal Miur con la collaborazione del comune di Firenze e dell'Università di Torino. Sabato, a Palazzo Vecchio, si sono sfidati 62 studenti di varie regioni: le prove di abilità e competenza linguistica sono state predisposte da un gruppo di linguisti e approvate dal comitato scientifico composto da Antonio Lo Bello, Luciano Favini, Gabriella Alfieri, Ilaria Bonomi, Ugo Cardinale, Dario Corno, Paolo D'Achille, Rita Librandi e Carla Marello. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di «incentivare lo studio della nostra lingua e delle forme della letteratura italiana come elementi della formazione culturale di ogni studente», ma mirano anche a stimolare negli studenti l'interesse a guidare e a migliorare i propri processi di apprendimento. «Siamo alla seconda edizione delle Olimpiadi di italiano e abbiamo avuto un boom nella partecipazione: 15mila ragazzi», ha commentato Carmela Palumbo, direttore degli ordinamenti didattici del Miur. «Nell'ambito delle iniziative per la valorizzazione delle eccellenze sono ormai consolidate le olimpiadi per le discipline scientifiche. Ma era doveroso lavorare per promuovere pure un'iniziativa per la lingua italiana. La nostra lingua è fondamentale per la "ginnastica" del pensiero, per costruirlo e farlo crescere, ma è anche una lingua in grado di trasmettere e far vivere emozioni». Dunque in tempi in cui il linguaggio dei più giovani sembrerebbe destinato a trasformarsi (impoverirsi?) riducendo la sua grammatica alle necessità degli sms, ecco che la lingua si riscatta sui banchi di scuola e proprio Verona porta a casa la palma della vittoria. «È stato molto bello conoscere tanti altri studenti provenienti da diverse regioni», dice Silvia. Che però ha nel suo futuro progetti «non letterari». «Ancora non ho deciso con precisione, comunque all'università sceglierò una facoltà di ambito scientifico», afferma. Certo, se i risultati in italiano, che non è la sua materia preferita, sono questi, chissà cosa combinerà nel campo che più le è proprio.


Alessandra Galetto

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