15.04.2012
TRASPORTI IN CATTEDRA. Si prospetta un settembre agitato nonostante gli incontri tra le parti per cercare l'intesa
Zaninelli: «Solo così potremo tenere le corse invariate fino al venerdì». Il preside Carazzolo: «È contro la prassi didattica»
«In maggio andremo nelle scuole per avvertire gli studenti che per il prossimo anno scolastico dovranno organizzarsi: da settembre i tagli alle linee extraurbane degli autobus ci saranno, non possiamo farne a meno. Saremo costretti a tagliare dal 15 al 20% delle corse». E' amara e rassegnata l'affermazione di Stefano Zaninelli, direttore generale dell'Atv, dopo che nei giorni scorsi le pessime previsioni sui bilanci aziendali dell'Azienda dei Trasporti di Verona sono diventate realtà a causa della riduzione dei finanziamenti provenienti dalla Regione: un meno 15-18% rispetto all'anno precedente, salvo buone notizie dell'ultima ora relative ai criteri di ripartizione dei fondi regionali. E pensare che erano al lavoro da mesi, dirigenti degli istituti superiori, assessorato ai Trasporti della Provincia e tecnici Atv, per tentare di addolcire la piccola agli studenti veronesi e alle loro famiglie. Dopo l'ondata di polemiche su corse e orari che aveva accompagnato l'avvio dell'anno scolastico 2011-2012, già da dicembre erano iniziati gli incontri tra le parti per garantire una programmazione più precisa e mirata. «Per la prima volta tutti gli istituti superiori hanno fornito ad Atv in maniera coordinata una serie di informazioni previsionali per il prossimo anno scolastico», spiega Luciano Carazzolo, dirigente del Galilei e presidente del Collegio dei dirigenti delle scuole superiori di Verona e provincia, «dal numero di iscritti alle zone di provenienza, agli orari di entrata e uscita delle diverse classi. A dimostrazione della nostra volontà di collaborare il più possibile». Due, in particolare, le ipotesi al vaglio del tavolo di lavoro per ridurre al minimo i disagi per ragazzi e genitori. La settimana corta, proposta da Atv, che manterrebbe invariate le corse dal lunedì al venerdì, evitando di far circolare i bus il sabato; oppure una riduzione delle corse di almeno il 15% tutti i giorni, dal lunedì al sabato. In entrambi i casi, con lo stesso risultato: un risparmio di un milione di euro. Senza contare che, nel caso di eventuali rientri pomeridiani, gli studenti sarebbero comunque costretti ad arrangiarsi con i mezzi di linea, visto che verranno soppressi gli speciali. «Abbiamo già fatto presente ad Atv che dal nostro punto di vista la settimana corta è impraticabile», prosegue Carazzolo, «perché non risponde alla prassi didattica. Inoltre, benché ad oggi alcuni istituti come l'Educandato Agli Angeli, il Montanari e, in parte, il Galilei lo pratichino già, la maggior parte non sarebbe preparata. In difficoltà sarebbero soprattutto i tecnici, con 32 ore settimanali da spalmare su cinque giorni anziché su sei, contro le 27 ore dei licei». La controproposta dei presidi, dunque, è piuttosto riorganizzare gli orari di uscita dei ragazzi, rinunciando alle corse nella fascia oraria delle 12 e mantenendo solo quelle delle 13 e delle 14 dal lunedì al venerdì, e solo quella delle 13 il sabato, offrendo agli alunni, se necessario, di rimanere negli spazi della scuola in attesa del bus. «Per quanto ci riguarda, ridurre il disagio delle famiglie a un unico giorno, il sabato, sarebbe meglio», ribatte Zaninelli, «ma se le scuole non sono pronte, a giugno procederemo con la pianificazione delle corse che prevederà i tagli quotidiani».
Elisa Pasetto
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