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Cronaca

08.03.2012

Il Comune si prenderà cura degli altri bimbi

UN PAESE SOTTO CHOC. La famiglia avrebbe dovuto lasciare l'abitazione entro il mese di luglio

Il sindaco: «E provvederemo anche ai funerali» Il vice: «Stavamo aiutandolo a cercare un lavoro»

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La doppia tragedia di Campagnola ha scosso Zevio quanto un sisma. In paese non si parla che dell'orribile fatalità accaduta l'altra sera nel condominio di via Torricello III, strada che segna il confine con San Giovanni Lupatoto: Emiliano Cimin, 37 anni, stroncato da infarto fulminante cade addosso al figlioletto di 15 mesi, David, e lo soffoca con il suo peso, 130 chili. Intanto, nella stanza accanto, i due fratellini di 5 e 3 anni continuano a giocare pensando che il loro papà abbia tanto sonno. La mamma non può tornare a casa perché volata dai parenti in Nigeria, suo paese d'origine.
Come spiega il sindaco Paolo Lorenzoni, causa problemi economici la famiglia Cimin era conosciuta dai servizi sociali del Comune. «Provvederemo noi alle spese per i funerali e ci prenderemo cura dei bambini», annuncia il primo cittadino, senza ancora capacitarsi di come in un sol colpo possano morire due componenti della stessa famiglia con una modalità così anomala. «Cimin era uno dei 470 casi affidati al Comune, un terzo dei quali purtroppo dobbiamo dire di no per scarsità di fondi. So che la famiglia gestiva un negozio di prodotti etnici nel centro lupatotino, che tuttavia è stato chiuso. Cimin cercava una nuova occupazione ma è arduo trovarla di questi tempi. Causa sfratto, a luglio avrebbe dovuto lasciare libero l'appartamento. Per cui, vista la presenza in famiglia di minori, gli avevamo assicurato una casa popolare. Sfortuna ha voluto che facesse l'infarto proprio quando sua moglie è andata in Kenia ad assistere la mamma gravemente ammalata».
Il vicesindaco Diego Ruzza, con delega al sociale, ha incontrato più volte Cimin, l'ultima venerdì scorso: «Veniva ai colloqui con tutta la famiglia, alla quale era molto attaccato. Era una persona cordiale e umile nel chiedere contributi per pagare l'affitto di casa, le bollette di luce e gas, le spese straordinarie per l'educazione dei bambini, come il latte artificiale, i pannolini le rette dell'asilo. Cimin ha sempre manifestato disponibilità a svolgere qualsiasi mansione pur di lavorare. Abbiamo inviato suoi curriculum, purtroppo senza risultato».
La proprietaria dell'appartamento di via Torricello, Maria Pesci, spiega d'aver appreso la notizia della morte del suo inquilino l'altra sera intorno alle 22 dai carabinieri, ma di aver saputo dello schiacciamento del bambino solo il giorno dopo dai giornali. «La tragedia mi ha sconvolto», rimarca la signora. «Sono mamma anch'io e non riesco a immaginare con quale spirito possa tonare a casa la moglie di Cimin, sapendo di trovare la famiglia dimezzata. Pensare che l'uomo aveva tanto a cuore i figli».
La famiglia aveva preso in affitto l'appartamento di Campagnola nell'agosto del 2010. «Sapevo che ultimamente i Cimin in difficoltà economica», continua la signora Pesci. «Quando c'incontravamo in paese, l'uomo era cordiale, rispettoso. Mi parlava sempre della moglie e dei bambini che gli davano tanto coraggio per vivere. Manifestava sentimenti di gratitudine nei miei confronti. Ripeteva che anche se il Comune gli avesse dato una casa popolare non avrebbe dimenticato i suoi doveri».
Via Torricello ricade nella parrocchia lupatotina di Pozzo. Don Elio Aloisi vi ha preso servizio da soli cinque mesi. «Non so proprio cosa dire», sospira il sacerdote. «Ho letto la notizia sul giornale stamattina (ieri per chi legge, ndr) e subito sono andato a informarmi dai vicini di casa, i quali mi hanno riferito di non essersi accorti di nulla, di essere stati colti di sorpresa dalla triste vicenda. Io non conoscevo bene la famiglia Cimin. Tuttavia una disgrazia doppia così lascia umanamente sgomenti, anche perché so che lui teneva moltissimo ai figli».
Intanto i carabinieri di San Bonifacio precisano che sono interventi in via Torricello su chiamata di un vicino preoccupato per aver bussato alla porta della famiglia Cimin senza ottenere risposta.


Piero Taddei

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