«Pool di imprenditori vuole adottare l'Arena»

MONUMENTI E SPONSOR. A lanciare un appello per la cura dell'anfiteatro era stato l'assessore all'edilizia pubblica
Di Dio: «Hanno presentato una proposta che va dai 5 agli 8 milioni». Sono legati al gruppo di Proto, che conferma: «Sono sia italiani che stranieri»
22/02/2012
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L'Arena da anni è sottoposta a continui lavori di manutenzione che costano milioni di euro alle casse del Comune che cerca sponsor

L'assessore Vittorio Di Dio, lo scorso anno, dalle pagine del nostro giornale ha lanciato un accorato appello: «Qualcuno adotti l'Arena. Ci serve un Della Valle per il nostro anfiteatro». E ora quel messaggio qualcuno l'ha ascoltato. Non è il «Mr Tod's» che ha messo 25 milioni di euro sul Colosseo a cogliere l'invito di Di Dio, ma un pool di imprenditori che si è fatto avanti con una proposta che sarà discussa nelle prossime settimane. Proprio l'altro giorno in commissione Lavori pubblici, Di Dio aveva sottolineato l'urgenza di effettuare le sigillature dei gradoni del monumento e il rifacimento dell'impianto elettrico mettendo nell'elenco delle opere pubbliche lavori per 6 milioni di euro. Soldi che però, aveva spiegato, non ci sono ancora ma che l'amministrazione contava di recuperare con sponsorizzazioni o accordi strategici con altri enti locali. E invece già da qualche giorno l'assessore stava lavorando alla possibilità di un «aiuto» economico proveniente da qualche facoltoso mecenate. «Ho ricevuto la proposta di un contributo economico consistente, dai 5 agli 8 milioni di euro, da parte di un pool di imprenditori interessati a rispondere al mio appello di adottare l'Arena», annuncia Di Dio. A farsi avanti, spiega l'assessore, è stato il titolare della Alessandro Proto Consulting, imprenditore milanese noto a Verona per aver venduto casa in Bra a Leonardo Di Caprio e ai coniugi Pitt-Jolie in Valpolicella e aver trattato per un attico in piazza Erbe per la cantante Madonna. «Proto ha detto di rappresentare un gruppo di investitori disposto a fare la stessa operazione che Della Valle ha fatto con il Colosseo e mi è parso di capire che la cordata sarebbe molto motivata». E prosegue: «Abbiamo già fissato un appuntamento e nelle prossime settimane ci incontreremo per trovare un accordo». Ma cosa vogliono questi imprenditori in cambio della sponsorizzazione dell'anfiteatro? «Cercano visibilità e vorrebbero utilizzare l'operazione per una questione di immagine», dice Di Dio, «si tratta di un gruppo che sta investendo molto sotto l'aspetto finanziario e vuole affermarsi sia in Italia che all'estero e da questa operazione potrebbe trarre molta pubblicità visto che l'Arena è nota in tutto il mondo e Verona è visitata da milioni di persone ogni anno». E aggiunge: «Mi sembra una proposta sensata e molto conveniente per la città, se l'operazione andasse a buon fine sarebbe una manna dal cielo per Verona, garantita anche dal fatto che la forma contrattuale stilata da Della Valle per il Colosseo è stata vagliata da tecnici pubblici ed è stata considerata valida a tutti gli effetti e sulla scorta di quella potremmo lavorare». Intanto Alessandro Proto, dall'ufficio di Londra dove ha sede la sua società, conferma la volontà dei suoi investitori di sponsorizzare i lavori dell'Arena e dice: «C'è un gruppo di imprenditori, alcuni italiani e altri stranieri, che negli ultimi anni ha seguito la nostra strategia di investimenti con forti guadagni e si fidano del nostro fiuto visto che le mosse fatte finora si sono rivelate vincenti». Proto fa riferimento alla recente ricapitalizzazione di Unicredit dove il suo pool è entrato con una quota del'1,3 per cento, e agli investimenti in titoli di Stato greci puntando tutto sulla salvezza europea dello Stato ellenico. Ma allora perché un gruppo di imprenditori con interessi nell'alta finanza dovrebbe investire i propri soldi sul restauro dell'Arena? «Per lo stesso motivo per cui Della Valle lo ha fatto a Roma», dice senza sbilanciarsi troppo Proto che non anticipa quali saranno le richieste che il gruppo farà all'amministrazione comunale in cambio dei soldi necessari alla sistemazione dell'anfiteatro. Ma aggiunge: «Abbiamo ben presente cosa comporta l'intervento e cosa possiamo avere in cambio». L'obiettivo del gruppo sarebbe quello di estendere i propri investimenti nel Nordest in particolare nel settore bancario e delle grandi imprese italiane. Il gruppo, dopo aver messo piede in Unicredit, Fiat, Generali, Mediobanca e Mediaset, sarebbe infatti intenzionato a entrare nel board del Banco popolare di Verona entro la fine dell'anno.COPYRIGHT

Giorgia Cozzolino