Tutti i rosoni della Gran Guardia hanno bisogno di un «ritocchino»

RESTAURI. Terminato il monitoraggio dei tecnici dopo il cedimento di una settimana fa
Alcuni frammenti sono stati staccati perché instabili. Nei prossimi giorni saranno consolidati
22/02/2012
Zoom Foto
Lavori di sistemazione dei rosoni di tufo

I rosoni centrali della Gran Guardia hanno bisogno di qualche «ritocchino». La facciata dello storico palazzo sammicheliano di piazza Bra, iniziato a costruire nel '600 e ristrutturato l'ultima volta nel 2001, nei giorni scorsi è stata accuratamente monitorata, a seguito del distacco di un frammento di pietra avvenuto la notte tra il 14 e il 15 febbraio. Un pezzo del diametro di circa 10 centimetri, precipitato da un'altezza di oltre 20 metri, che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco e ha messo in allerta l'assessore all'Edilizia pubblica, Vittorio Di Dio. «Due nostri tecnici, un architetto e un restauratore, hanno eseguito un minuzioso check-up dei rosoni che adornano il cornicione, perché volevamo essere certi che l'intero palazzo fosse sicuro e che non ci fossero altri distacchi», spiega Di Dio. «Durante la verifica, sono stati staccati alcuni frammenti, che altrimenti rischiavano di cadere, creando pericolo per i passanti. Inoltre, abbiamo rilevato la necessità di intervenire urgentemente per consolidare alcuni dei rosoni centrali, proprio in concomitanza con l'ingresso della Gran Guardia». Tra giovedì scorso e ieri i due tecnici, servendosi di una scala con braccio meccanico, hanno analizzato uno per uno tutti i fiori in tufo del cornicione, mappandoli e compilando una scheda tecnica su ciascuno di essi, in cui sono stati indicati il numero, lo stato di salute e l'eventuale intervento. A provocare i danni, con tutta probabilità sono state le temperature rigide delle scorse settimane, scese anche 10 gradi sotto zero. Con le gelate l'acqua si è solidificata aumentando la massa provocando delle esfoliazioni nei rosoni in tufo. «Nei prossimi giorni, sempre utilizzando la scala con braccio meccanico, i tecnici provvederanno a consolidare i frammenti dei rosoni centrali che rischiano di staccarsi», conclude l'assessore Di Dio. «Molto probabilmente verrà utilizzato il silicato, cioé un materiale addensante che serve per compattare. Nel caso dovesse essere richiesto un intervento più deciso, verranno inseriti dei chiodi in resina, utili per fissare le parti pericolanti».M.Tr.