Bossi stoppa Tosi: niente lista Il sindaco: vittoria a rischio

TEMPESTA NEL CARROCCIO. Ieri mattina le indicazioni del Parlamento del Nord e nel pomeriggio la conferma al Consiglio nazionale veneto
«Non ci sto a buttar via cinque anni di lavoro e fare l'anatra zoppa». L'ultima parola al Consiglio federale e a Maroni. «Valuterò se metterci la faccia»
05/02/2012
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Anche ieri il sindaco Flavio Tosi e il Senatur Umberto Bossi, qui con Giampaolo Gobbo, hanno discusso a lungo

Enrico Giardini Inviato a PADOVA Anche il Consiglio nazionale della Liga Veneta gela il sindaco di Verona: no secco alla Lista Tosi alle prossime elezioni amministrative. Tosi deve essere il candidato dalla Lega ed eventualmente di altre civiche, purché non portino il suo nome. E lui esce dalla sede di via Panà, a Noventa padovana, con il viso un po' tirato di chi ha appena preso un altro schiaffo. Tosi aveva già detto che senza Lista Tosi si ritirerà dalla politica. «Ora valuterò che cosa fare», dice dopo l'infuocata riunione del Consiglio nazionale, guidata dal segretario della Liga Gianpaolo Gobbo (Tosi è il presidente) e a cui ha partecipato il deputato Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie regionali del Carroccio. Valuta anche di ritirarsi, Tosi? «Può essere». QUESTO l'esito di una giornata che non era partita sotto i migliori auspici, per il primo cittadino scaligero. Già prima della riunione del Parlamento del nord riunitosi in mattina a Sarego, a Villa Favorita, in provincia di Vicenza, Bossi aveva già messo la parola fine al caso della lista tosiana, dichiarando che «non mi pare che Tosi possa presentare una lista civica col suo nome. Sarebbe danneggiare la Lega». Rottura nella Lega? «Le tensioni ci sono sempre in un partito politico. Ma questo non significa che si arriverà a una rottura». A Sarego inoltre Maroni — il deputato vicinissimo a Tosi — ha confermato che la Lega correrà senza il Pdl: «È una decisione attesa che io condivido. In questo momento con il Pdl che è in maggioranza mentre noi siamo all'opposizione. Faremo una grande battaglia». Ma dopo il Consiglio nazionale, con un Gobbo che si rifiuta di rilasciare dichiarazioni, Calderoli stoppa ancora la civica tosiana. «Noi siamo un partito democratico», dichiara, «e abbiamo deciso che Tosi è nostro candidato naturale a sindaco di Verona perché è stato un buon sindaco». Calderoli sottolinea il «no» della Lega alle liste personali e spiega che «a sostegno di Tosi ci sarà la lista della Lega e, dove decidono i Consigli nazionali, liste civiche». LASCIANO la sede regionale, con Calderoli, il presidente dei senatori leghisti Federico Bricolo, veronese, e i deputati scaligeri Francesca Martini — «è stata ribadita la decisione del Consiglio federale», dice — e Alessandro Montagnoli, tutti vicini al «cerchio magico» bossiano. Sono presenti fra gli altri il presidente della Regione Zaia, i deputati tosiani Matteo Bragantini e Giovanna Negro, il segretario provinciale della Lega scaligera Paolo Paternoster e Adelino Brunelli, consigliere provinciale e membro del Consiglio nazionale. Tosi spiega: «Ci si è parlati in maniera franca». Aveva già detto in mattinata a Vicenza che «anche una lista con il nome del candidato sindaco darebbe più chance di vittoria». A Padova ha portato dati a supporto della sua tesi, ma invano. «In riunione mi è stato detto che il federale ha adottato una delibera, ribadita, che impedisce di presentare liste con il nominativo dei sindaci. Arrabbiato? Tendo a non esserlo, a meno che non ne valga veramente la pena. Il fatto è che dai nostri sondaggi la Lista Tosi è al 24% contro un 20 della Lega», che, lo ricordiamo, nel 2007 fu al 12 contro il 16 della Lista Tosi. «Il problema vero», fa notare Tosi, «potrebbe essere la cosiddetta “anatra zoppa” e cioè che senza la lista nominativa le eventuali civiche sommate alla Lega non superino il 50% dei voti al primo turno, lasciando quindi il sindaco in minoranza in Consiglio comunale, aprendo la strada all'ingovernabilità». Dietro ci sono i congressi da celebrare (entro il 21 giugno) e Tosi sarebbe candidato alla segreteria della Liga Veneta. Infatti dice che «i motivi del no alla mia civica sono altri, legati a tensioni interne: c'è il congresso nazionale in vista». Ora è rottura fra maroniani-tosiani e la Lega? Chissà. Certo è che i tosiani si fanno sentire, come il vicepresidente della Provincia Fabio Venturi, che ci ha telefonato per dichiarare che «dire no alla lista Tosi è dire no a Tosi, è non avere fiducia in lui, da 21 anni in Lega, perché la lista con il suo nome è una garanzia per tutti i leghisti. Questo è un affronto che non si merita e che i leghisti non riescono a capire. Speriamo ora che il Consiglio federale e il nazionale capiscano quanto è importante Tosi». MA SE LA LISTA Tosi cambiasse nome e si chiamasse (nome a caso) Lista Viva Verona, verrebbe accettata? «Non è possibile», dice Venturi, «perché se il problema è il suo nome sulla lista civica allora vuol dire che non si vuole Tosi. Quindi non è una questione politica. Ora chi non vuole Tosi lo dica apertamente». E Antonio De Poli, segretario regionale dell'Udc, in una nota dice: «Tosi decida se rimanere imbavagliato nella Lega o tirarsi fuori da quel partito senza democrazia interna per dar vita, a Verona, a un laboratorio politico di carattere più ampio nell'interesse dei cittadini».

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