«Pdl, sarà il congresso del rinnovamento»

SFIDA NEL CENTRODESTRA. Scendono i campo le squadre degli sfidanti alle assise in programma sabato 11 febbraio. Nelle liste sono molti gli amministratori
Bendinelli: «Ritrovare il rapporto con Tosi»; Rupiani: «Unità del partito prima di tutto»
05/02/2012
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Una manifestazione del Pdl

Resa dei conti al congresso del Pdl ed è l'ora delle truppe cammellate. La missione? Portare migliaia di iscritti al partito a votare sabato in Fiera, per eleggere il segretario provinciale e quello della Grande città di Verona, insieme ai loro rispettivi vicari e a 15 membri dei coordinamenti inseriti nei listini bloccati collegati ai nomi dei candidati segretari e dei vice; altri 15 membri sono eleggibili. Una testa, un voto. Questa è la linea dettata dal segretario nazionale Alfano. CITTÀ. Per la città corre per la segreteria Davide Bendinelli, consigliere regionale, ex Forza Italia, con vice vicario Umberto Trazzi, ex Fi e già consigliere provinciale. Dovranno vedersela con Alessandro Rupiani, dirigente bancario, candidato alla segreteria cittadina indicato dall'area brancheriana ex Fi e in particolare dall'assessore comunale Daniele Polato, e con Matteo Gelmetti, ex An, presidente della Prima circoscrizione Centro storico, per la carica di vicario. Bendinelli lancia la sua candidatura al Liston 12, insieme a Trazzi e al consigliere regionale Giancarlo Conta e al capogruppo del Pdl in Provincia e presidente della Seconda circoscrizione Alberto Bozza, candidati rispettivamente segretario provinciale e vice vicario, che dovranno vedersela con il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, ex An, per la segreteria, e con il sindaco di San Martino Buon Albergo Valerio Avesani, ex Fi area Brancher, come vicario. «Vogliamo rinnovare il partito, recuperare il rapporto con il territorio e in città puntare a recuperare un rapporto con il sindaco Tosi e con la Lega», dice Bendinelli, che dalla sua ha gli assessori ex Fi Giacino, Montagna, Benetti e Di Dio (Destra sociale) e i consiglieri comunali Papadia, Fratta Pasini, Gasparato, Tacchella e Casali e Anna Leso presidente di Veronamercato. «Da qui al 2013 puntiamo alle primarie per i candidati alle politiche», aggiunge Bendinelli, lanciando una stilettata all'altra cordata giorgettiana-brancheriana: «Fatico a capire che cosa la tenga insieme, ma ne prendiamo atto. Noi invece rappresentiamo le anime moderate, riformiste, ex Forza Italia e liberali e siamo uniti», aggiunge Bendinelli, che annuncia di voler lavorare in sintonia e con la cordata Conta-Bozza per la provincia. Trazzi: «Bisogna riallacciare il rapporto fra partito e amministratori». L'altra cordata per la città Rupiani-Gelmetti, sostenuta da Polato e dagli assessori Bertacco, Padovani e Sboarina (ex An) punta su «valori, regole e progettualità per Verona». Così Alessandro Rupiani, 48 anni, dirigente di banca e dottore di ricerca in Economia e direzione aziendale. «Abbiamo tentato invano di lavorare a una soluzione unitaria per il congresso», dice, «ma ora concentriamoci anzitutto sui valori di un Pdl collocato nel centrodestra, che si riconosce in un programma politico inquadrato nel Ppe. Sul fronte del partito, il gruppo che si presenta con me punta ad avere una segreteria che detta la linea sulle scelte e poi ha regole chiare nel portare avanti la programmazione politica e amministrativa per la città. Il nostro obiettivo? L'unità». PROVINCIA. Conta e Bozza puntano a recuperare il rapporto fra partito e amministratori. «Finalmente eleggiamo i dirigenti», spiega Conta, ex Fi come Bozza e vicecoordinatore cittadino uscente, «ed è ora di una battaglia, ma all'interno del partito. Ora dipende solo da noi». Conta rivendica il peso specifico del Pdl: «Nelle elezioni amministrative in 20 Comuni veronesi la Lega scelse di andare da sola e noi vincemmo in ben 17 Comuni», dice, «e ciò dice che noi abbiamo amministratori capaci, a contatto con il territorio, che non devono sentirsi inferiori a nessuno. E questo dovrà ripetersi a Verona ma anche nei Comuni che andranno al voto in primavera». Anche Bozza insiste «sulla necessità di creare un maggiore collegamento fra partito e amministratori. Per troppo tempo questi sono rimasti abbandonati, senza punti di riferimento». Sul fronte opposto c'è la cordata Miozzi-Avesani. «Ho accettato questa sfida», dice Miozzi, «in vista di questo nuovo impegno politico perché è strettamente legato a una della cose che più mi stanno a cuore: riorganizzare il territorio e ricercare soluzioni ai problemi dei cittadini. L'impegno in prima persona alla guida di un partito politico vuol dire proprio questo: stare con la gente, ascoltare i racconti e trasformare i suggerimenti in azioni amministrative». Per Miozzi è necessario «dare voce ai veronesi. L'obiettivo che mi pongo attraverso un partito, il Pdl, che dovrà occuparsi ancora di più del lavoro che manca, delle imprese che devono crescere, delle famiglie che sentono la crisi economica, dei giovani che non sanno quale futuro sognare. In questi anni di esperienza amministrativa, da sindaco, e lo è anche Valerio Avesani che corre con me, e da presidente della Provincia, ha maturato convinzioni e competenze: è arrivato il momento di condividere queste idee come me vuole dare risposte vere. Il partito? È necessaria maggiroe meritocrazia».E.G.