«Assurdo, questo non è il sistema Verona»
REAZIONI. Categorie e politici: «Ben venga l'inchiesta della magistratura per fare chiarezza». Bianchi (Camera): «Va respinto l'enorme danno d'immagine»
«La Procura fa il suo mestiere. Se rileva aspetti irregolari è giusto che intervenga. Del resto quelle interviste in televisione ci hanno turbato molto, tutti». Alessandro Bianchi, presidente della Camera di commercio, socio importantissimo del Catullo, è sorpreso. E amareggiato. «Quello che dobbiamo assolutamente evitare e non voglio è che questa situazione emersa al Catullo e riconducibile ad alcune persone getti una luce sbagliata nei confronti del sistema Verona: questo pericolo va respinto in toto, sarebbe un danno d'immagine gravissimo, enorme. In secondo luogo, questa vicenda ci distoglie dai problemi veri dell'aeroporto sui quali tutti ci stiamo concentrando: portare più voli, più passeggeri, più merci. Dobbiamo reagire a questa caduta d'immagine in modo deciso». Ma lei parlava con l'ex presidente? Sapeva di pressioni o altro? «Ho ascoltato il suo attacco alla politica. Ma Bortolazzi non mi ha mai detto di avere avuto pressioni di questo genere. E per le nomine ci sono state regole condivise da tutti, note e chiare. Le assunzioni? Ma se abbiamo il problema di avere più gente di quello che serve...». E a proposito del personale, Andrea Prando, nel cda del Catullo nell'ultimo triennio prima dell'arrivo di Arena, dice: «In tre anni il cda non ha mai avuto competenze sul personale che erano del presidente, del direttore generale Soppani che evidentemente aveva delegato Pennacchia a occuparsene. Ma perché questi denunciano tutto ora che non sono più al Catullo?». Molte le reazioni politiche dove lo scontro resta forte. Il deputato del Pdl Alberto Giorgetti: «Ritengo che l'apertura del fascicolo da parte della Procura sia un atto dovuto, alla luce di quanto emerso da queste interviste televisive, e ora la giustizia farà il suo corso, anche se la mia impressione rispetto a quanto è stato detto è che non ci siano elementi di illegalità, ma semmai di inopportunità, e ciò rientra in un clima negativo nei confronti dei politici negli enti. Anche se, ripeto, certe frasi che si sono sentite non sono certo simpatiche». Giorgetti dice di essere più «preoccupato per la vera condizione dei conti del Catullo, che non è florida, e per la spettacolarizzazione di tutto questo, il che rischia di determinare uno scarso interesse degli investitori, anche privati, nei confronti del Catullo». La senatrice Cinzia Bonfrisco, Pdl, è prudente: «Oggi è facile strumentalizzare tutto. Si sta creando un clima pericoloso nel quale può diventare difficile distinguere le responsabilità. Perché un conto è la responsabilità istituzionale degli azionisti; altro conto e la responsabilità dei consiglieri di amministrazione. In qualche caso, e non è certo il caso di Pennacchia, qualcuno magari ha pensato più ad altro che all'interesse del territorio e dei veronesi». La Bonfrisco mira su Tosi: «Ma su questo il sindaco non è certo estraneo; nonostante le nostre proteste e denunce politiche ha voluto pervicacemente difende un sistema di potere che non ha esitato a usare ogni mezzo pur di gestire quel potere. Tosi quindi, nonostante sapesse tutto, ha preferito scendere a patti. Bortolazzi ieri e Arena oggi hanno sempre pensato al bene e allo sviluppo dell'aeroporto. Lasciamo lavorare Paolo Arena che ce la sta mettendo tutta per salvare l'aeroporto con l'aiuto di tutti i soci. La buona politica non ha mai fatto mancare il sostegno necessario». L'origine di tutti i mali? «È ora che qualcuno dica la verità che tutti fanno finta di non vedere: tutto nasce dalla scelta di investire i soldi dei veronesi a Montichiari. Ma i bresciani sono stati sempre ingrati e ostili. Da lì nascono i seri problemi di bilancio che rischiano di uccidere il nostro aeroporto. L'operazione verità si realizza solo se si parte dalle responsabilità di quegli amministratori. E alcuni di questi sono rimasti incollati a quelle poltrone con tutte le loro forze. Quindi ha ragione Schinaia: bisognava andare in Procura, non in televisione». Michele Croce, avvocato, segretario de L'Officina vicina al Pdl: «Era ora che arrivasse la magistratura. Alle inefficienze già dimostrate, ora si aggiungono le confessioni sulle assunzioni pilotate, per non dire altro. L'«allucinato» Presidente della Provincia Miozzi, l'«ingenuo» consigliere con delega al personale Pennacchia, ma anche il Massimo Giorgetti che incredibilmente ne approva l'operato, avranno modo di spiegare tutto al Procuratore capo. Fare piazza pulita però non basta. Occorre guardare al futuro: l'aeroporto si costituirà parte civile negli eventuali giudizi? Il presidente Arena ha trovato un direttore generale o come pensa di far guidare la società? È stato deciso di chiudere Montichiari? I veronesi esigono delle risposte». «È un bene che la giustizia faccia il suo corso anche sulla questione Catullo, ma devo ammettere che l'intera faccenda mi ha meravigliato», sostiene per il Pd il deputato Giampaolo Fogliardi che ricorda: «Quando dal 1992 al 1995, con la presidenza Ferro, ero revisore dei conti dell'aeroporto i bilanci erano floridi e la società andava bene, quindi mi sorprende questa successiva e continua caduta libera fino a queste dichiarazioni buttate lì da parte degli ex vertici». E prosegue: «Se un amministratore pubblico viene a conoscenza di qualcosa di illecito deve denunciarlo subito». Sull'argomento interviene anche Matteo Bragantini, deputato leghista, che spiega: «Se Bortolazzi ritiene di aver subito pressioni di qualche genere doveva denunciarle. L'inchiesta della magistratura? Ben venga, più trasparenza c'è e meglio è».M.B. e G.C.
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