Gli ex iscritti della Margherita «Class action contro Lusi»

FONDI SPARITI. Parte da Verona l'azione contro l'ex tesoriere che avrebbe sottrato 13 milioni di euro al movimento
Uboldi, Segattini, Padovani, Pozzerle e Burato: « Rutelli si assuma le responsabilità per quel "tesoretto" fuori controllo»
05/02/2012
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Francesco Rutelli, ex segretario della Margherita

Una azione legale collettiva, che riunisca tutti gli ex iscritti della Margherita, contro il senatore Luigi Lusi, il tesoriere dell'ex partito che avrebbe sottratto 13 milioni di euro dalle casse del movimento. Una «storiaccia» che ha fatto indignare gli esponenti popolari del Pd come i consiglieri comunali Roberto Uboldi, Fabio Segattini, Carla Padovani, Carlo Pozzerle, l'ex consigliere di Agsm Marco Burato (dimessosi qualche giorno fa per candidarsi a Palazzo Barbieri) e il segretario cittadino Stefano Vallani, i quali hanno dato mandato a un avvocato per valutare la possibilità di costituire una «class action» contro Lusi. «L'ex tesoriere», spiegano, «è indicato come responsabile dalla procura di Roma di aver rubato soldi dell'ex partito, somme che sono frutto anche delle quote di iscrizione e delle sottoscrizioni effettuate nel corso degli anni dai singoli iscritti». I consiglieri precisano che l'iniziativa prenderà subito la forma della costituzione di parte civile durante il processo ma che potrà evolvere appunto in una class action. Burato annuncia infatti di aver preso contatto con Michele Dal Far, ex segretario provinciale della Margherita di Belluno, per «fungere da centro gravitazionale di questa operazione contro l'ex tesoriere». Insomma un nucleo «esplosivo» che parte dal Veneto per allargarsi alle varie sezioni della Margherita in tutta Italia che si ritengono, come i consiglieri veronesi, «disgustati e indignati e anche un po' incazzati». Burato spiega infatti: «L'incazzatura non è solo dei cittadini, ma in primis di noi politici che per anni abbiamo lavorato gratis per il partito, autotassandoci e finanziando ogni attività perché da Roma piangevano il morto e ogni volta che chiedevamo sostegno per iniziative dicevano che non c'erano soldi. E ora ci sentiamo presi per i fondelli». Uboldi, che della Margherita è stato segretario provinciale, ammette: «Non so se ci saranno gli estremi per chiedere i danni a livello economico, ma sicuramente quelli morali ci sono tutti. Inoltre il messaggio che deve arrivare alla dirigenza è che la base non può fare finta di niente e che la sensibilità su questi temi è elevatissima. La questione riguarda la moralità e l'etica politica. Non è più tollerabile che chi ricopre ruoli di responsabilità si permetta comportamenti lesivi della dignità dei partiti che alimentano l'anti politica». Uboldi sottolinea poi che quanto accaduto è frutto anche di una «vergognosa legge sul finanziamento ai partiti che concede risorse anche a quei partiti che sono inattivi». Non si spiega infatti come mai nonostante la Margherita fosse ufficialmente confluita nel Pd insieme ai Ds, ancora ricevesse rimborsi statali e avesse un «tesoretto» di tutto rispetto per giunta senza alcun controllo. Infatti, diversamente da come fatto dai Ds, che hanno costituito una fondazione dove far confluire gli immobili e i fondi dell'ex partito, la Margherita non ha fatto alcuna operazione simile. Per Uboldi ora, accertate tutte le responsabilità, «con quel che resta in cassa, occorre fare una donazione a una o più associazioni umanitarie e chiudere tutto». Fabio Segattini punta invece l'attenzione su Rutelli e dice: «Lusi era l'uomo fidato di Francesco Rutelli, leader del partito, è stato infatti assessore nella sua giunta nel Comune di Roma, e non a caso è stato piazzato in seggi sempre sicuri, quindi si prenda la responsabilità politica». E, insieme a Carla Padovani, aggiunge: «Quanto accaduto rimarca poi la necessità di una maggiore trasparenza nei bilanci di partito, come in qualunque altra azienda, e di una nuova legge elettorale».

Giorgia Cozzolino