Codice rosso per i senzatetto: pochi si ricoverano al caldo

EMERGENZA. La tenso-struttura è in viale Colombo, allestita dai Servizi sociali del Comune
La prima notte sono arrivati solo 9 clochard, ma molti non lo sapevano Pasti caldi e assistenza
04/02/2012
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La tenso struttura in viale Colombo per i senza tetto MARCHIORI

Si chiamano Giardini d'estate, ma è nell'inverno più freddo che offrono riparo a chi non ha una casa. La schiera degli invisibili, i senzatetto che dormono nascosti negli anfratti della città, da giovedì notte hanno un capannone sicuro dove riposare, la tenso-struttura riscaldata di viale Colombo. Ad allestirla, per fronteggiare l'emergenza gelo di questi ultimi giorni e rispondere alla necessità di nuovi posti letto, è stato l'assessorato ai Servizi sociali del Comune. All'interno vi si possono trovare letti con reti e materassi e diverse coperte di lana da mettere a disposizione degli ospiti. Il capannone può accogliere fino a 40 clochard, ma la prima notte ne ha visti arrivare solo nove. Molti non erano ancora a conoscenza del nuovo alloggio, ma già i vigili sono stati invitati a suggerire ai senza fissa dimora dove trascorrere al riparo questi giorni con temperature di diversi gradi sotto lo zero. Meno 6, per la precisione, nella prima notte gelida dei Giardini d'estate. Ad accoglierli sono alcuni volontari della Ronda della Carità, che da anni si occupa dei senzatetto, e dell'associazione Corallo. «A queste persone noi offriamo un pasto caldo e una buona parola», spiega Marcella Piscitelli della Ronda. «Facciamo loro compagnia, li ascoltiamo e, se manifestano la volontà di cambiare vita, li aiutiamo, seguendoli in progetti di recupero». Attualmente si stima che i senzatetto di Verona siano 70-80: soprattutto stranieri, ma anche qualche italiano. «Hanno età diverse: mi è capitato di trovare ragazzini, ma anche anziani», conclude la Piscitelli. «È difficile, però, capire quanti anni hanno: chi vive sulla strada invecchia più velocemente». Soddisfatto per l'esordio della tenso-struttura Rino Allegro, vicepresidente della Ronda. «È la prima volta che Verona si dota di questo servizio e la città sta rispondendo bene: riceviamo molte telefonate da parte di cittadini che ci segnalano dove si trovano i senzatetto», spiega Allegro. «Per noi si trattava davvero di un codice rosso: almeno fino a martedì sono previste temperature rigidissime». Ne è consapevole anche Stefano Bertacco, assessore ai Servizi sociali. «La tenso-struttura resterà aperto fino a domenica 12: a quel punto, verificheremo la situazione meteo per decidere se prolungare il servizio», è il commento di Bertacco. «Il passaparola comunque è già iniziato: stanotte ci aspettiamo un numero maggiore di ospiti». Il primo a mettere piede nella tensostruttura è stato Samy, 36 anni, marocchino. Tre giubbotti, indossati l'uno sopra l'altro, e un cappello di lana per coprire una fasciatura alla testa. «In strada mi hanno picchiato, perché volevano il mio cellulare, ma io non ho ceduto: ho lavorato tanto per averlo», racconta Samy, fiero di quel telefonino, su cui può ricevere le telefonate della nipotina che vive a centinaia di chilometri di distanza, e che mostra orgoglioso sul display. «Vivo in Italia da 6 anni, raccolgo le mele in Val di Non, ma ora non c'è lavoro», spiega il giovane. «Di notte mi arrangio come riesco: metto due coperte per terra, mi stendo e mi copro con altre sei coperte. Pesano così tanto che non riesco nemmeno a girarmi». Lo dice sorridendo, di un sorriso amaro. «Il mio sogno è rientrare in Marocco, ma non prima di aver guadagnato un po' di soldi: a mani vuote non posso tornare».M.Tr.