E Pontara rassicura «Edifici sotto controllo»
Una giornata memorabile per l'Ufficio scolastico territoriale quella di ieri sul fronte dell'emergenza, causata in realtà più dalla psicosi che si è diffusa dopo l'ultima scossa di terremoto della mattina che per reali situazioni di pericolo. I primi a uscire dalle loro sedi sono stati gli studenti, con una decisione presa quasi all'unanimità dai dirigenti scolastici. Una situazione che ha costretto centinaia di genitori a muoversi già a metà mattinata per andare a prendere i figli fatti uscire dalle scuole, con relativi problemi di intasamento del traffico, e che ha riversato una buona parte di ragazzi in centro e dintorni, chi ad attendere i bus per tornare a casa e chi a spasso per l'anticipata chiusura delle scuole. Il tutto nel fuoco incrociato di migliaia di cellulari a far girare le notizie e le anticipazioni più strampalate sui «prossimi orari delle scosse» alimentando così quella psicosi da sisma imminente che per qualche ora ha attanagliato la città. «Non c'è stato nessun ordine di evacuazione», conferma il dirigente provinciale Giovanni Pontara che ieri è stato assediato di telefonate e impegnato in diverse riunioni per tenere sotto controllo la situazione. «Ciascun istituto, in base alla situazione dello stabile e al numero di studenti che frequentano la scuola, ha deciso cosa fare». Oggi, comunque, per decisione del sindaco, tutte le scuole sul territorio del Comune resteranno chiuse, da quelle d'infanzia alle superiori, per permettere di terminare i controlli. Quella di chiudere le scuole sono decisioni che rientrano nei piani di sicurezza degli istituti scolastici in caso di calamità o pericolo imminente. «Da quello che ho potuto verificare», conclude il dottor Pontara, direi che la situazione è rimasta sotto controllo». CONSULTA. Intanto Luca Erbifori, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Verona, fa presente che «è da cinque mesi che nelle scuole veronesi non viene fatta una prova di evacuazione. Eppure la legge prevede che nel giro di un anno scolastico di prove del genere se ne debbano fare almeno tre. Quello che è successo oggi (ieri per chi legge, ndr) potrebbe ripetersi e con conseguenze imprevedibili. Si è visto che cosa può suscitare un'ondata di panico come quella che si è diffusa per qualche ora in città». Per questo, spiega Luca Erbifori, «è stata realizzata nell'ambito della Consulta una commissione di sicurezza ed edilizia proprio per individuare eventuali problemi nelle scuole. Ci impegneremo a promuovere la cultura della sicurezza. E il primo passo è essere consapevoli delle vie di fuga presenti in un edificio». È necessario però che il ritorno nelle aule scolastiche avvenga solo quando tutti gli edifici siano dichiarati sicuri, conclude Erbifori. «Non si può mettere a repentaglio la vita di migliaia di studenti. Ecco perchè l'educazione alla sicurezza rimarrà ancora una nostra priorità».E.CARD.
Tweet