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Cronaca

24.12.2011

Mura e forti al Comune, pronti i piani

FEDERALISMO DEMANIALE. Nel 2012 si concluderà il passaggio dei beni. Polato: «Verranno valorizzati dai cittadini»
Zone sportive e culturali, parchi e percorsi pedonali Associazioni in campo con progetti e interventi

La Rondella delle Boccare, via Ippolito Nievo, Valdonega


 La Rondella delle Boccare, via Ippolito Nievo, Valdonega
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Percorsi pedonali e storico-archeologici, zone attrezzate per praticare sport, sedi e luoghi di ritrovo per associazioni di volontariato e culturali, parchi e giardini curati. Sono le prime idee per gestire mura, bastioni, forti e altri edifici e aree di proprietà dello Stato che passeranno gratis al Comune, con il federalismo demaniale. Il 2012 alle porte dovrebbe essere l'anno buono. Il 2 febbraio gli uffici del settore patrimonio del Comune, con l'assessore Daniele Polato, le Sovrintendenze ai Beni paesaggistici e archeologici e il Demanio s'incontreranno a Venezia per esaminare e dare il via libera al Piano di acquisizione dei beni. Questo andrà poi sottoposto al voto della Giunta e del Consiglio comunale.
Il «Programma di valorizzazione del sistema difensivo veronese» ha appena avuto il nulla osta dalle Sovrintendenze. Ora si attende quello al documento finale, in febbraio. Poi si penserà alle funzioni da assegnare ai vari compendi, oltre a manutenzioni e restauri. I progetti, oltre alla cinta delle mura magistrali, si riferiscono ai forti Lugagnano (San Massimo), Sofia (Valdonega-Torricelle), Parona (Boscomantico), Santa Caterina (Porto San Pancrazio), Procolo (zona Navigatori) e Preara detto John (Montorio), oltre alle Torri Massimiliane e al bosco delle Torricelle, a Castelvecchio, alla vasca dell'Arsenale. Il forte Lugagnano è in concessione temporanea al Comune ed è stato già affidato ai Marinai d'Italia e ad altre associazioni combattentistiche e che hanno sistemato l'area e l'interno dell'edificio. Lavori di recupero, in questo caso affidati ad associazioni di volontariato, sono partiti anche al Forte Santa Caterina, al Pestrino. «Questi i beni vincolati da noi richiesti e che, in base all'articolo 5 del decreto sul federalismo demaniale, hanno una corsia preferenziale nell'acquisizione», spiega l'assessore Polato. «Ora sono beni di valore storico-monumentale e quindi vincolati, ma presto diventeranno di tutti i veronesi. Con il prossimo anno così partirà così la collaborazione fra istituzioni e cittadini per promuovere attività e iniziative in forti, bastioni e mura».
Il Comune ha chiesto poi di acquisire altri edifici e beni demaniali — alcuni considerati tutt'ora di interesse governativo e quindi non disponibili subito — che però verranno assegnati in un secondo momento, rispetto a quelli vincolati. Anche per questi però è già cominciato l'iter per il passaggio dallo Stato all'ente locale. La lista comprende le caserme Riva di Villasanta (San Zeno, destinata all'Azienda ospedaliera) e Martini (zona navigatori; ospiterà la nuova caserma della Guardia di Finanza), poi la San Bernardino (San Zeno) e anche Palazzo Bertoldi (a Veronetta, in via Nicola Mazza, attuale sede della Guardia di Finanza). Rientrano poi nell'elenco anche l'Educandato agli Angeli (zona Cittadella) e parte del complesso monastico di San Giuseppe. Ci sono poi numerosi boschi, torrenti e pezzi di strade e varie altre aree.


Enrico Giardini