«Istituti tecnici, un volano per la ripresa»
SCUOLA E IMPRESA. Nel messaggio video Francesco Profumo ha posto l'attenzione sui nuovi percorsi post diploma. Il Veneto si piazza al quarto posto in Italia con 6 ItsIl neoministro dell'Istruzione: «Serve uno sforzo culturale per farne comprendere le potenzialità ai ragazzi e alle famiglie»
Gli Istituti tecnici superiori (Its) come strumento fondamentale per il rilancio del Paese. E' stato questo il messaggio lanciato da Francesco Profumo, neo ministro all'Istruzione del governo Monti, intervenuto ieri in videoconferenza alla 21esima edizione di Job & Orienta, il Salone nazionale dell'orientamento, della scuola e della formazione e del lavoro, in corso in fiera. Per il suo debutto, il ministro ha scelto di concentrarsi proprio sui nuovi percorsi post diploma, alternativi alla formazione universitaria e fortemente professionalizzanti, partiti lo scorso settembre.
«Con gli Its finalmente anche in Italia si rafforza il dialogo tra scuola e impresa, pur nel ritardo di circa 10-15 anni rispetto a Paesi come la Germania e la Svizzera», ha esordito il ministro. «Si tratta di un tema importante per lo sviluppo del Paese: in questo momento di avvio serve uno sforzo culturale per comprendere le potenzialità di questi istituti, ancora troppo poco conosciuti dai giovani e dalle famiglie».
Secondo Profumo, è fondamentale alimentare il dibattito su quale effettivo inserimento lavorativo possa essere garantito ai ragazzi in uscita dagli Its: «Il potenziamento potrà avvenire attraverso la semplificazione degli organismi che gestiscono questi istituti, la differenziazione netta tra questi percorsi e quelli universitari e un sistema di valutazione nazionale».
Ad oggi, gli istituti esistenti sono complessivamente 59, di cui il 35 per cento concentrato fra Emilia Romagna (7), Lazio (7) e Lombardia (7). Il Veneto si piazza al quarto posto con sei Its, tra cui va citato l'Ipsia Giorgi di Verona sulla Mobilità sostenibile Logistica delle merci e delle persone.
Sempre ieri in Fiera, inoltre, sono stati forniti i dati sull'apprendistato, nel corso del convegno «Lavorare imparando, imparare lavorando», a cui ha partecipato anche l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan: «L'apprendistato è un buono strumento, forse il migliore, per accedere al mondo del lavoro: è un contratto che coniuga la parte di formazione con la parte di esperienza prevista direttamente nelle imprese». Complessivamente in Italia gli apprendisti sono 530.368, cioè il 19,5% dei giovani dipendenti è occupato con questo tipo di contratto: il Veneto si colloca al secondo posto, con circa 65mila apprendisti.
Nel pomeriggio, inoltre, il Comitato provinciale per l'orientamento scolastico e professionale di Verona (Cosp) ha organizzato un momento di riflessione e dibattito sulla condizione futura e sulle reali necessità del mercato del lavoro, a cui hanno partecipato varie figure del mondo imprenditoriale e sindacale: durante l'incontro è stata presentata la Road Map per il lavoro, una guida rivolta ai giovani per muoversi nell'intricato mercato del lavoro.
Manuela Trevisani
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