«Sarebbe bastata una scintilla per scatenare l'inferno»
TESTIMONI E VITTIME. Racconti di viaggi dentro la cabina di guida di un merciIl macchinista: «I controlli sono sporadici e inadeguati»
«Sarebbe bastata una sola scintilla, o un mozzicone lanciato da un finestrino per causare una tragedia. Bastava una piccolo fuoco, provocato magari dallo stridere delle ruote sui binari di un treno che frenava vicino alla cisterna guasta da dove fuoriusciva il Gpl, per innescare un gigantesco rogo. Altro che prudenza, è stata una fortuna che non sia successo nulla. Anche un semplice problema di tensione alla linea elettrica avrebbe potuto scatenare l'inferno e far saltare in aria non solo lo scalo merci ma anche alcuni dei palazzi vicini». A delineare questo potenziale quadro distruttivo, è uno dei tanti macchinisti che guidano i convogli, trasportando anche materiali pericolosi, e che vuole rimanere anonimo. «In questi anni, da Verona, ho visto passare di tutto: oltre a carburanti di vario genere e sostanze infiammabili anche cisterne con gli scarti radioattivi degli ospedali diretti a chissà quale discarica per essere smaltiti. Addirittura materiali ferrosi provenienti dall'ex Unione Sovietica. Una volta mi è capitato di trasportare del cloro e sulle istruzioni di viaggio c'era specificato, in caso d'incidente, di allontanarsi il più velocemente possibile di almeno 400 metri perché si sarebbe sviluppata velocemente una nebbia biancastra, densa e alta un paio di metri, in grado di uccidere qualsiasi essere vivente. Essendo infatti statisticamente più sicuro e meno soggetto a incidenti il trasporto su rotaia rispetto a quello su gomma, molti materiali pericolosi vengono spostati con la ferrovia per lunghe tratte».
A fronte di tante sostanze potenzialmente micidiali che viaggiano sulla strada ferrata, quindi, i controlli saranno rigidi. «Al contrario, sono inadeguati e sporadici. Ad essere ottimisti, si può dire che tra i convogli che circolano ogni giorno ne viene ispezionato uno su mille».I.N.
