Ateneo, studenti contro il caro-tasse
SOLDI E POLEMICHE/2. Dopo l'indagine di Federconsumatori secondo cui la retta per le fasce basse è tra le più elevate«Più che una buona preparazione serve un buon conto in banca» dice Generazione democratica
Istruzione, quanto mi costi? Dopo la pubblicazione della ricerca di Federconsumatori, che vede l'Università scaligera al terzo posto tra gli atenei più cari d'Italia, esplode la polemica. «Il caro-tasse dell'Università di Verona è un chiaro freno alle possibilità di crescita e affermazione dei giovani bravi e meno abbienti», afferma Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani democratici. «A queste condizioni è chiaro che per studiare a Verona, prima che una buona testa, sia necessario un buon conto in banca».
Per gli studenti della prima fascia, cioè per chi ha un reddito lordo inferiore ai 6mila euro, la retta parte da 607 euro, mentre chi appartiene alla quinta fascia deve versare una quota di 1.912 euro. Le tasse della prima fascia sono tra le più alte d'Italia, secondo questa ricerca che mette a confronto atenei del Nord, del Centro e del Sud, mentre per la classe top ci sono molte università con importi superiori ai 2mila e anche ai 3mila euro.
«È un segnale molto preoccupante, viste le difficoltà che le famiglie vivono già a causa della crisi economica», prosegue Avogaro. «Per questo pensiamo sia necessario intervenire: a tal fine apriremo un dialogo con le associazioni studentesche interessate, per elaborare proposte da sottoporre, poi, sia agli organi di governo dell'Università che agli studenti e alla cittadinanza».
E l'attacco di Generazione democratica si estende anche all'amministrazione cittadina. «È cosa nota che la Giunta leghista che guida Verona non sia mai stata attenta alla cultura, all'alta formazione, alla crescita dei cervelli nostrani, ritenendo tutto ciò una perdita di tempo», spiegano i Giovani democratici. «E sbagliando, perché proprio dalle Università, spesso, partono le proposte migliori e le idee più innovative capaci di permettere alle imprese di essere più competitive, produrre beni migliori, e quindi vincere la morsa della concorrenza e della crisi».
Cerca di smorzare i toni Omar Rahman, vicepresidente del Consiglio degli studenti e nuovo presidente di Azione universitaria. «Noi non diciamo che è giusto aumentare le tasse, ma se ci sono stati degli incrementi è stato a causa dei tagli ai finanziamenti», è il commento di Rahman. «Bisogna entrare nella mentalità che se si vogliono più servizi e di maggior qualità, è giusto contribuire».
Per il vicepresidente del Consiglio degli studenti, la ricerca di Federconsumatori è comunque sommaria. «Hanno preso in considerazione solo due atenei per regione e solo nove regioni e non hanno tenuto in considerazione le borse di studio, che nel nostro Ateneo vengono garantite a tutti gli studenti con un reddito inferiore ai 19.287 euro: non si può fare a meno di sottolineare questi importanti aspetti». M.Tr.
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