«Non si può dipingere solo fiori e tramonti»
LARTISTA. Giuseppe Veneziano sorpreso dalle polemicheLa Madonna del terzo reich secondo i visitatori «è la metafora del contrasto tra bene e male»
Quando si è reso conto del vespaio di polemiche suscitate dalla sua "Madonna del terzo reich", Giuseppe Veneziano, l'autore, si è affrettato a raggiungere il padiglione 11 di Art Verona, in Fiera. Il suo cellulare era già bollente di telefonate. Contento di tutta l'attenzione ottenuta? «Avevo suscitato scalpore a Milano per la mia tela raffigurante Oriana Fallaci decapitata», elenca Veneziano, cappellino in testa e faccia da bravo ragazzo, «per non parlare di "Italians do it better"». Dipinto che, tra parentesi, inseriva in un'orgia Mussolini, Stalin, Hilter e... Berlusconi, ma molto prima dello scandalo delle escort. Insomma provocare, come conferma il critico d'arte Ivan Quaroni, presente ieri alla rassegna accanto al suo pupillo, «è nello stile di Veneziano».
Ma l'autore cerca di sminuire: «L'arte è il riflesso di un momento storico. Io non faccio altro che raccogliere e dipingere gli stimoli provenienti dalla società d'oggi», dice, «e poi sta ad ogni singolo osservatore filtrare ciò che vede e dare un significato a questi simboli». Mentre lui parla, molti visitatori si soffermano davanti all'opera. Con reazioni diverse, appunto, scrutano l'Hitler bambino, riconoscibile dai baffetti neri e dalla divisa nazista con tanto di svastica, aggrappato al collo della Piccola madonna Cowper raffaelliana, riproposta in stile pop. A sentirli, però, i più stanno dalla parte dell'autore: «Cosa ci leggiamo? Solo una metafora del contrasto eterno tra bene e male», afferma un gruppo di giovani.
E l'oltraggio alla religione cristiana? L'offesa alla comunità ebraica?
Veneziano sbotta: «Allora si costringano tutti gli artisti a disegnare soltanto tramonti e paesaggi fioriti». E tenta di spiegare l'impulso alla creazione dei suoi quadri: «Quando nella mia mente si illumina un'idea come questa, frutto di cose viste, lette o sentite, l'ispirazione mi tormenta fino a quando non la butto sulla tela. Ma io mi impegno sempre a mantenere un gelido distacco dalla creazione, ritraggo il mondo attuale. Perciò», aggiunge, «non ho nulla da rispondere a chi si sente offeso dai miei quadri. Mi dispiace
tutto qui».L.CO.
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