L'olio si colora di rosa «L'impresa è donna»

LA NOVITÀ. L'associazione dopo dieci anni si rilancia con nuove iniziative
«Molte imprenditrici si dedicano all'olivicoltura, vogliamo migliorare la comunicazione d'azienda»
11/04/2011
Zoom Foto
Degustazione dei migliori olii extravergine a Sol, il salone che si tiene assieme a Vinitaly

È un progetto che guarda lontano quello delle «Donne dell'Olio», l'associazione nata nel 2000 ma che ieri si è ripresentata ufficialmente al PalaExpo, all'interno del Sol, forte di rinnovate motivazioni e un obiettivo: diffondere la cultura dell'olio, facendolo apprezzare non come solo condimento ma come alimento dalle straordinarie qualità prodotto in tutta Italia anche da molte donne. Ad illustrare l'iniziativa sono state Laura Turri, produttrice del Garda Dop, e Francesca Pingi, della laziale Sebina Dop, rispettivamente presidente e vice presidente dell'associazione che ha deciso di aprire le sue porte a figure femminili anche diverse da quelle delle produttrici.
«Per questo abbiamo pensato ad una doppia quota associativa, diversa a seconda dei ruoli», spiegano le due imprenditrici. «La quota per altro è stata voluta per dotare l'associazione di risorse proprie per muovere i primi concreti passi verso una comunicazione più efficace. E questo non solo nei confronti dei consumatori ma anche di noi stesse: siamo convinte, infatti, che noi per prime dobbiamo imparare a comunicare il valore del nostro prodotto e a farlo con un linguaggio comune e dunque più riconoscibile. Ecco perché», hanno annunciato Turri e Pingi, «la prima iniziativa cui stiamo lavorando è l'organizzazione di un corso di preparazione per le produttrici per migliorare la capacità comunicativa, a cominciare da quella che serve nell'accoglienza in azienda. Perché basta partecipare a qualunque fiera per verificare quanto il nostro settore abbia bisogno di essere conosciuto, spiegato: a parte gli addetti ai lavori, la gran parte delle persone che assaggiano un olio un po' più amaro o piccante dicono che è acido. Questo accade ancora troppo spesso e significa non conoscere il prodotto olio».
Un nuovo logo, dalla grafica più moderna, e un nuovo sito (www.donnedellolio.it) in fase di ultimazione: anche così le "Donne dell'Olio" si stanno preparando ad affrontare questa nuova sfida. «L'olio è donna; in ogni cosa c'è un tocco femminile a fare la differenza e non è diverso per il mondo dell'olivicoltura dove ci sono molte imprenditrici anche giovani, attente ed impegnate. L'auspicio di questa associazione è di riuscire a dare voce a questa straordinaria filiera che, siamo convinte, ha tutte le prerogative per fare grande il nostro made in Italy».G.Bol.