«L'arte ebraica ha arricchito anche la cultura veronese»
LA GIORNATA EUROPEA. Centinaia di veronesi hanno partecipato alle molteplici iniziative della comunitàStoccata polemica di Roberto Israel all'assessore Perbellini sul lascito di palazzo Forti e sulle vicende della vendita dell'edificio
Centinaia di veronesi hanno partecipato ieri alle molteplici iniziative che la comunità ebraica di Verona ha organizzato in occasione dell'undicesima giornata europea della cultura ebraica: un appuntamento che, sotto lo slogan «Porte aperte in Italia e in Europa», ha coinvolto 62 località italiane e 28 nazioni europee.
«Per questa undicesima edizione della giornata ebraica è stato scelto un tema molto affascinante: quello dell'arte nella cultura e nella tradizione ebraica», ha spiegato il rabbino capo Efrem Piattelli al pubblico che in mattinata ha partecipato in sinagoga alla cerimonia di apertura della manifestazione, che ha visto la presenza, oltre che del rabbino e del presidente della comunità Carlo Rimini, del responsabile alla cultura della comunità ebraica Roberto Israel, dell'assessore alla cultura del Comune Mimma Perbellini, di don Diego Righetti e del rappresentante della comunità religiosa islamica per il Veneto Yahya'Abd al-Ahad Zanolo.
«Artisti, poeti, pittori, musicisti, scrittori, gli ebrei nel corso della storia hanno animato la vita culturale di varie nazioni e hanno lasciato gradi testimonianze della loro attività artistica. Ma in questa giornata non si vogliono soltanto rievocare le personalità di spicco ebraiche nel campo dell'arte, quanto far conoscere come l'arte si è declinata nella quotidianità della vita ebraica, nella religione, nella decorazione delle case e delle sinagoghe». Il rabbino ha quindi spiegato come l'arte sacra ebraica si sia espressa attraverso arredi e decorazioni, ma non per immagini, vietate dalle sacre scritture che condannano la rappresentazione della divinità.
A ricordare invece alcune personalità di spicco del mondo culturale veronese e veneto che sono appartenute alla comunità ebraica è stato l'assessore Israel: «La presenza ebraica nel Veneto è documentata già dal VI secolo. A Verona in particolare nel periodo scaligero la comunità ebraica conobbe un periodo di grande vivacità culturale. Ma soprattutto tra il '600 e il '700 molti ebrei veronesi si distinsero in campo artistico: come i musicisti Giacobbe e Giacomo Bassani Cervetto, che introdussero per primi in Inghilterra l'arte del violoncello, il pittore Salomone Bassan e il miniaturista Vita Grego.
Nella seconda metà dell'800 si distinse Ise Lebrecht, pittore che si ispirò all'opera di Angelo Dall'Oca Bianca E poi non possiamo non ricordare Achille Forti e la poetessa e pittrice Lina Arianna Jenna, che a Verona lasciarono importanti donazioni».
E proprio in merito al lascito di palazzo Forti alla città di Verona e alle recenti vicende della vendita del palazzo l'assessore alla Cultura ebraica ha lanciato qualche polemica allusione all'assessore Perbellini, ricordando la destinazione a museo d'arte contemporanea del palazzo espressamente indicata da Forti.
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