Un anno fa spuntarono kalashnikov anche a Ronco

LA BASSA CROCEVIA DI TRAFFICI. Furono trovati a un bosniaco. E resta un giallo un omicidio avvenuto lo scorso ottobre nello stesso paese
Nell'auto di un incensurato scoperte anche pistole mitragliatrici Skorpion e pistole a tamburo
05/09/2010
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Le armi da guerra sequestrate a Ronco all'Adige nel luglio 2009

L'arresto di Denis Daniele Toso, 57 anni, riaccende i riflettori sui traffici di arma e droga nella Bassa Veronese. È di poco più di un anno fa un altro, clamoroso ritrovamento di un arsenale di guerra nell'auto di Zdravko Borojevic, 48 anni a Ronco all'Adige. Si trattava di armi provenienti dall'ex Jugoslavia, hanno detto fin da subito gli investigatori. Nel baule dell'auto gli investigatori avevano trovato sette kalashnikov, un mitra, una pistola mitragliatrice Skorpion e una pistola tamburo. Per questa vicenda Borojevic, residente a Montecchio Maggiore nel Vicentino, ha patteggiato due anni di carcere il 18 maggio scorso in tribunale a Verona. In realtà, non sconterà mai neanche un giorno di cella perchè gravemente malato. Ieri, gli investigatori escludevano collegamenti tra l'arresto di Toso a Gazzo e la vicenda del bosniaco a Ronco all'Adige.
Eppure di similitudini tra i due casi, ce ne sono e parecchie. Borojevic e Toso sono ambedue «puliti» come si dice in gergo, non avevano precedenti penali ed erano sconosciuti agli investigatori. Una formidabile virtù per le organizzazioni criminali internazionali in cerca di basi d'appoggio in tutta Italia per agire indisturbati nei loro inquietanti traffici di armi e droga.
E ancora: le armi, trovate tra Gazzo e Ronco all'Adige nel giro di poco più di un anno, provengono sempre dall'ex Jugoslavia. Sono tutte dello stesso tipo e funzionanti anche se è emerso che l'arsenale trovato venerdì era ancora confezionato e si trattava di armi mantenute in ottimo stato.
Resta, infine, avvolto ancora dal mistero l'omicidio di Mohamed El Archi, ucciso a Ronco il 15 ottobre 2009. Gli investigatori insistono che non c'è alcun nesso con il ritrovamento di armi e droga. Ma per quel delitto si parla come movente di debito di droga di 60mila euro. Sempre nella Bassa Veronese, ancora cocaina e tanti personaggi, tranne Giorgio Piga, arrestato e poi scarcerato dal tribunale della libertà, rimasti fino ad oggi ancora senza nome.G.CH.