«Trisavole» a motore Parata di gioielli d'epoca
AUTO E MITO. Per le vie del centro autentiche rarità arrivate da collezionisti di tutta EuropaTornano in strada le prime vetture a scoppio degli inizi di Novecento per rievocare la corsa che si svolse tra Verona e Brescia 111 anni fa
Un tuffo nella storia ed una parata eccezionale di auto e moto cariche di storia ha attraversato sabato sera la città. Quasi un centinaio di mezzi costruiti fra la fine dell'Ottocento e il 1918 e dunque rappresentanti a pieno titolo della categoria «ancetres», la più prestigiosa nel mondo del collezionismo. Auto che viaggiavano all'epoca dei dirigibili, del Titanic, dei fratelli Wright, della prima guerra mondiale e gelosamente conservate da collezionisti provenienti da diversi Paesi europei.
Fra le più rare una Milwaukee a vapore del 1900, una Georges Richard del 1897, una De Dion Bouton del 1902, una Peugeot del 1903, una Cadillac Single Phaeton del 1905, una Buick del 1910 e ancora una Aster del 1907, una Lancia Theta del 1913 e poi due ruote introvabili come le moto Rochet del 1900, la Ok 3/4 HP del 1910, la Singer TT del 1912, la Douglas 350 del 1914 e molte altre.
I piloti, ma sarebbe più giusto chiamarli «chauffeurs», guidavano in abiti d'epoca, calzoni alla zuava, occhialoni e giubbe in cuoio mentre le signore esibivano vestiti, acconciature e cappelli vintage per creare un'atmosfera romantica. La città ha aggiunto il suo fascino con la bellezza dei monumenti, le luci della sera, gli applausi di turisti e passanti colpiti dalla meraviglia di questo straordinario museo viaggiante. L'evento rievoca la grande competizione su strada che partì e si concluse a Verona il 14 marzo 1899, 111 anni fa, la Verona-Brescia-Mantova-Verona. Fu la prima grande corsa italiana a carattere internazionale.
Avrebbe potuto ispirare il film «Saranno famosi» perché a vincerla furono Ettore Bugatti e Giovanni Agnelli. Ieri i colori scaligeri erano rappresentati da Luciano Nicolis, fondatore del museo di Villafranca e presidente del Veteran car club Bernardi organizzatore della rievocazione storica insieme all'Automotoclub storico italiano, al Benaco auto classiche e al Musical watch veteran car club di Brescia. Oggi, domenica, la corsa continuerà e i veicoli raggiungeranno Villafranca con sosta e visita al museo Nicolis. Alla conclusione, la cerimonia di premiazione.
Ieri a molti è tornato alla memoria Enrico Bernardi, nato nel 1841 a Verona, un genio della meccanica che nel 1882 inventò il primo motore a scoppio alimentato a benzina, battezzato «motrice Pia», dal nome della figlia. Un motore piccolo, leggero e versatile, adatto alla piccola industria, che verrà prodotto in serie. Due anni dopo, nel 1884, Bernardi applicò il motore ad un triciclo-giocattolo. Passò ancora qualche anno e nel 1894 nacque a Padova la Società «Miari & Giusti» per la realizzazione in serie delle vetturette Bernardi dotate del motore «Lauro» (il nome del padre e anche del figlio di Enrico Bernardi), un propulsore a quattro tempi di 300 c.c., capace di erogare una potenza di 0,8 hp.
Dopo l'Expo di Torino del 1898, su parere unanime di una giuria composta da ingegneri ed architetti, la «locomobile» Bernardi venne giudicata la «migliore invenzione» esposta.
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