Disordini nel Mozambico, bloccato operatore veronese

AIUTI ALL'AFRICA. Cristiano Bolzoni soltanto nel pomeriggio è riuscito a prendere un volo per una città più a nord
Prigioniero per ore nel caos della capitale Maputo insieme ad altri colleghi del Mlal Attorno all'albergo spari e auto date alle fiamme
02/09/2010
Zoom Foto
Cristiano Bolzoni: l'operatore del Mlal si trova in Mozambico

«Solo adesso iniziano a transitare delle auto e un negozietto ha riaperto vicino al nostro albergo».
Sono le 18.30 di ieri quando Valentino Piazza, trevigiano, direttore del Progettomondo movimento laici dell'America Latina, parla al cellulare dall'hotel di Maputo, la capitale del Monzambico con più di due milioni di abitanti. In mattinata è scattato un vero e proprio coprifuoco a causa dallo sciopero generale, sfociato in disordini e scontri tra manifestanti e polizia. A provocare il caos nel paese africano, la decisione del governo di quel paese di aumentare il prezzo di pane, riso e benzina. Il caos, creatosi ieri, ha di fatto bloccato i quattro operatori dell'organizzazione non governativa tra i quali c'è anche il veronese Cristiano Bolzoni. «Alle prime ore del mattino», ha raccontato il responsabile dell'area Mozambico di ProgettoMondo Mlal, «la città sembrava avviata verso una normale giornata di lavoro. I negozi avevano aperto e le persone iniziavano a circolare numerose per le strade. Intorno alle 8 all'improvviso la situazione è cambiata: tutte le attività commerciali hanno chiuso e le persone per strada sono rapidamente sparite. Le auto in circolazione sono via via diminuite, dei taxi neanche l'ombra e a noi è stato consigliato di non uscire dall'albergo».
Bolzoni, Piazza, Stefano Fontana di Como, Ivana Borsotto di Fossano e Luisa Casonato di Rovereto sono stati così bloccati nell'hotel di Maputo e costretti a rinviare l'attività prevista per ieri. Gli operatori del progetto mondo Mlal si trovano in questi giorni in Mozambico per continuare l'attività di due progetti (Diritti del carcere e Vita dentro) che hanno l'obiettivo di migliorare la situazione dei detenuti di alcuni penitenziari a nord del paese.
Solo nel pomeriggio, la situazione si è parzialmente sbloccata. Proprio il veronese Bolzoni, in compagnia di un altro operatore della Ong, si è recato in aeroporto per poi volare verso Nampula, una città a nord del Mozambico dove ha sede il carcere inserito nel progetto del Progetto mondo Mlal. «Cristiano», ha rivelato ancora al cellulare Valentino Piazza, «mi ha raccontato che c'era molta tensione anche sul volto del taxista che li ha accompagnati all'aeroporto nonostante fossero scortati dalla polizia». Il trasferimento, però, è filato liscio e il veronese è partito per la città a nord del Mozambico per un volo di due ore dove oggi si svolgerà un seminario proprio sui progetti del Mlal.
Nell'albergo di Maputo, si sono vissuti momenti particolarmente drammatici ieri pomeriggio quando, racconta ancora Piazza, «abbiamo sentito le sirene della polizia e alcuni colpi di arma da fuoco». Ora lo sguardo è rivolto alle prossime ore: « Le ultime voci escludono la retromarcia del governo e gli scontri potrebbero proseguire nelle prossime ore».
Gli ultimi lanci dell'Ansa di ieri sera parlano di almeno sei morti tra i quali due bimbi oltre ad una decina di feriti come bilancio degli scontri scoppiati a Maputo.
Ora si teme che i focolai della protesta si estendano anche in altre città del paese africano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giampaolo Chavan