I garanti: no al referendum sul traforo
IL VERDETTO. Le conclusioni sono state depositate ieri sera a Palazzo Barbieri per le notificheBocciata la richiesta per carenza di documenti: mancano certificati allegati alle firme
Mancano documenti allegati alle firme e quindi viene bocciato il referendum sul traforo delle Torricelle. Il Collegio dei Garanti del Comune, formato dagli avvocati Giovanni Maccagnani, Roberto Canevaro e Daniela De Petris, ha depositato ieri sera, per le notifiche, il parere sulla regolarità delle 8.867 firme presentate in municipio il 16 agosto scorso, dal comitato Cittadini per il referendum. E, appunto, ha rilevato irregolarità formali tali da invalidare le firme.
I Garanti hanno fatto presente che mancano tutte le certificazioni che attestano che i firmatari fanno parte dell'elettorato veronese. Secondo il collegio, quindi, questa carenza non può essere sanata. Ciò, quindi, blocca la possibilità di indire la consultazione. Il cui quesito, lo ricordiamo, inviterebbe i cittadini a dire se sono o meno favorevoli a sottoporre a una «commissione di esperti indipendente e di alto profilo» le conseguenze «sulla salute dei cittadini e sull'inquinamento atmosferico derivanti dalla realizzazione di un passante nord-traforo delle Torricelle».
Sulla possibilità di un'eventuale sanatoria sarebbe stato interpellato anche un professore dell'Università La Sapienza di Roma, ma il suo verdetto avrebbe confermato che la documentazione è incompleta e non è valida.
Era stato il portavoce del Comitato, l'avvocato Carlo Trentini, con i docenti universitari Gian Maria Varanini e Massimo Girelli, con Maria Avesani, a depositare il 16 agosto i faldoni con le 8.867 firme, raccolte su 321 fogli. A riceverli, in municipio, era stato il Segretario generale del Comune Francesco Marchi, con alcuni dirigenti di Palazzo Barbieri. Il verdetto dei Garanti era atteso per la fine di settembre.
La quota minima di firme necessaria per indire la consultazione era di 7.500, di persone residenti a Verona e iscritti alle liste elettorali del Comune al 31 dicembre 2009. A causare la bocciatura, a quanto pare, il fatto che non ci sia alcun documento che prova l'iscrizione dei firmatari alle liste elettorali. Un altro stop, dunque, a questo referendum. Il quesito era stato ammesso con verbale del Collegio stesso dei Garanti il 30 marzo scorso.
Il sindaco Flavio Tosi, però, ha sempre ribadito che il Comune, dando il via alla Commissione di esperti indicati dall'Istituto superiore della sanità, ha già accolto al richiesta del quesito referendario.
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