Zaia: «Nostri amici nelle Fondazioni»

NOMINE E POLITICA. Il governatore della Regione, leghista, a Cortina ha parlato di banche e rapporti con la Chiesa
«Ci serve la governance» Unicredit: «Capire il ruolo dei libici». «Sintonia con il patriarca Angelo Scola»
30/08/2010
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Il presidente della Regione Zaia

Mentre a Verona si infiamma il dibattito sulle nomine degli enti locali per il rinnovo del Consiglio generale della Fondazione Cariverona (nei giorni scorsi abbiamo anticipato i nomi proposti dal sindaco Tosi: Maccagnani, Locatelli, Sardos Albertini e Monaldi che dopo aver iniziato a fare politica in Forza Italia ora è nei ranghi della Lega), a Cortina il presidente della Regione Luca Zaia, leghista, è stato molto chiaro: «Per le fondazioni bancarie le parole non sono bastate e quindi dobbiamo puntare alla governance» ha affermato in particolare per la Fondazione Cassamarca di Treviso.
«Vuol dire che quando si rinnoveranno gli organi nomineremo in essi persone più vicine al popolo e alle sue esigenze - ha affermato a Cortina D'Ampezzo dove si svolge «Cortina Incontra»- Se non mettiamo nella governance i nostri amici lì ci vanno quelli degli altri e questo è pericoloso. Non sono dichiarazioni di guerra - ha sottolineato - ma uno scambio di prigionieri sì». Secondo Zaia, «le Fondazioni andrebbero chiamate al tavolo delle istituzioni: in un Veneto in cui si sono persi 75mila posti di lavoro dovrebbero essere della partita e fare qualche mostra in meno».
Una chiamata dunque affinché le fondazioni rivestano un più forte ruolo di attori nelle comunità di riferimento, così come del resto il sindaco Tosi ha sempre sottolineato che gli enti locali, i Comuni in particolare, devono poter contare di più nei momenti in cui le Fondazioni decidono in quali settori e in quale misura distribuire le erogazioni.
Un concetto, questo della vicinanza del mondo della finanza al territorio, che Zaia ha allargato anche alle banche: «Siamo molto preoccupati. Le banche devono essere a fianco dei nostri imprenditori, e questo continuamente non sta accadendo». Il governatore ha parlato anche del rapporto fra Unicredit e il socio: «Vorremmo capire se i libici vogliono entrare a piè pari e controllare la governance dell'azienda - ha detto Zaia - Ma anche Bankitalia mi pare lo voglia capire. Se le scelte strategiche vanno nella direzione di meno locale e più globale - ha aggiunto - il territorio darà risposte autonome. Il mercato regola il mercato». A Zaia è stato infine proposto il gioco della torre e alla domanda su chi getterebbe giù fra Alessandro Profumo e Corrado Passera ha risposto: «mi butterei giù io».
Zaia, dopo aver garantito che è «impossibile una ipotesi di fusione tra Lega e Pdl» e aver ribadito «il no» all'ingresso dell'Udc nella maggioranza Pdl-Lega, ha sottolineato la vicinanza al patriarca di Venezia. «La Chiesa ha molte posizioni. Personalmente sono molto in sintonia con il cardinale Scola». Il governatore ha annunciato che il Patriarca di Venezia si recherà in visita ufficiale nella sede della Regione il prossimo 16 settembre.