Prostitute e degrado Decine di chiamate al 113
BLITZ DELLE VOLANTI. Una trentina gli agenti che sono stati impegnati per interventi nelle vie del sesso e dello spaccioQuindici lucciole accompagnate in questura per accertamenti Uno stabile della Zai era stato trasformato in alloggio di fortuna
È la Verona dei disperati quella emersa in questi ultimi 3 giorni dai controlli della polizia potenziata dai colleghi di altre questure e coordinati dal dirigente Massimo Scannicchio e dal sostituto commissario Ernesto Spaziani. Su 400 persone controllate dagli agenti delle Volanti e del reparto prevenzione crimine, sono finiti in manette solo due nigeriani per problemi relativi al permesso di soggiorno. Per il resto, si tratta di persone che si alzano la mattina senza sapere dove concluderanno la giornata. Tra loro, una quindicina di lucciole trovate dagli agenti delle Volanti, nei tradizionali luoghi d'incontro del sesso a pagamento tra le zone della stazione di Porta Nuova e la Zai. Tutte erano in regola con il permesso di soggiorno, sono state trovate in attesa di clienti ma senza l'ombra di alcuna infrazione nè amministrativa nè penale. E così, una volta identificate in questura, è stata loro riaperta la porta sulla loro vita d'incontri occasionali. Da quella Verona "sommersa", sono poi emerse le case in degrado e fatiscenti, frequentate da chi vende e acquista droga per riempire quella vita d'inciampi e stenti. Si è trattato di una serie di accertamenti, nati su segnalazione dei cittadini. E ieri il dirigente Massimo Scannicchio ha insistito: «Invito i cittadini», ha spiegato, «a segnalare al 113 le situazioni strane o sospette alle quali assistono. Anche il più piccolo fatto può rappresentare uno spunto per un'indagine importante».
Oltre alle 400 persone controllate, è stata verificata anche la regolarità di quasi 200 auto. Le operazioni sono state svolte da quattro pattuglie di poliziotti di quartiere, quattro di prevenzione del crimine e da due volanti.
NIGERIANA ARRESTATA. Una dei due arrestati aveva chiamato il 113 per segnalare una lite in corso. Una volta arrivati gli agenti, hanno trovato la denunciante ma non i contendenti. Si è così proceduto al controllo della giovane ed è emerso che non era in regola con il permesso di soggiorno e c'era anche un provvedimento della procura di Verona d'arresto a suo carico. È stata così fermata e portata in carcere.
PROSTITUZIONE. Le hanno trovate alle 16 di martedì vicino alla stazione di Porta Nuova. Esercitavano la più antica professione del mondo. Erano in otto di nazionalità rumena e bulgare. Gli investigatori le hanno identificate tutte dopo averle portate in questura. Nessuna aveva precedenti o pendenze con la giustizia. Anche i documenti erano regolari. Sono state rilasciate subito. In serata, si sono ripetuti controlli nella zona industriale tra viale del Lavoro e dintorni. In sei, tra cinesi, nigeriane e bulgare, sono state accompagnate in questura. Anche in questo caso, non sono state riscontrate irregolarità e forse già oggi le giovani ritorneranno sulle strade dell'amore a pagamento.
CASE IN DEGRADO. Gli agenti di polizia si sono poi recati in uno stabile in via Garbini in zona Zai a Verona. Alcuni residenti avevano segnalato la presenza di più persone nell'edificio. Una volta introdottisi nella casa, gli uomini in divisa hanno trovato un nigeriano che è stato denunciato per invasione di edificio. Il 10 agosto, la polizia ne aveva trovati altri quattro e anche per loro era scattata la segnalazione in procura. Altro stabile in degrado è stato controllato in via Boccioni in borgo Venezia dagli agenti della questura (vedi pagina a fianco). Nell'ex asilo, sono state trovate tracce di spaccio di stupefacenti e un paio di giacigli. Al momento del blitz, però, non c'era nessuno.
MOSCHETTO E SPADE. La segnalazione, arrivata in questura, parlava di armi della seconda guerra mondiale, custodite illegalmente a casa di un imprenditore a Verona. Un rapido controllo della Polizia ha portato alla scoperta di un moschetto e alcune spade «solo per uso scenico», ha precisato il dirigente Scannicchio. Di armi da guerra nemmeno l'ombra. Per l'imprenditore edile, proprietario dei pezzi, non c'è stata alcuna sanzione.
Giampaolo Chavan
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