Catullo, i militari lasciano i radar ai civili
PASSAGGIO DI CONSEGNE. Il 30 luglio gli specialisti con le stellette, che per 60 anni hanno vigilato sui cieli dell'area gardesana, hanno ceduto la gestione. Il controllo del traffico aereo non è più in mano al Terzo stormo di Villafranca ma viene gestito dall'Enav
Villafranca. Il controllo del traffico aereo dell'aeroporto Catullo non è più in mano ai militari del Terzo stormo di Villafranca. Dal 31 luglio è gestito dai controllori civili dell'Ente nazionale assistenza volo (Enav), la società per azioni a capitale pubblico che si occupa in tutt'Italia del traffico aereo commerciale. «Garda Avvicinamento» non esiste più. Era il nome del controllo radaristico militare per la zona (Ctr) degli aeroporti civili di Verona-Villafranca e Brescia-Montichiari, di quello militare di Ghedi, e, per alcune attività, anche di quello di Boscomantico. Ora si chiama «Verona Avvicinamento».
Il passaggio delle consegne tra l'Aeronautica militare (Ami) e l'Enav doveva avvenire il 3 giugno scorso, ma per problemi burocratici- mancava il decreto interministeriale tra Difesa, Trasporti e Tesoro- si è trascinato fino al 30 luglio quando c'è stata la firma del passaggio. Il giorno dopo i radaristi dell'Enav hanno sostituito gli specialisti con le stellette che per 60 anni hanno governato i cieli sopra l'area gardesana, 60 anni nei quali, grazie anche a loro, l'andirivieni dei velivoli sulla pista di Caluri si è fatto sempre più intenso: aerei solo militari dagli anni '50 ai 70, poi misti e, dagli anni 80, sempre più commerciali fino ad arrivare all'attuale traffico civile.
L'aeroporto di Verona, tra gli ex scali militari, è stato il primo in Italia ad affidare il radar ai civili. Faranno altrettanto gli scali di Treviso, Roma Ciampino, Brindisi, Rimini. Un'operazione, il passaggio del controllo aereo dall'Ami all'Enav, che ha tanti risvolti e significati. Uno balza all'occhio: l'aeroporto di Villafranca è sempre meno militare e il Catullo è sempre più autonomo. L'operazione, tra nuove attrezzature, allestimento del servizio, aggiornamento dei nuovi controllori, è costata allo Stato 8,8 milioni di euro.
Quanti sono i controllori dell'Enav entrati in servizio a Verona Avvicinamento? L'organico fissa il numero a 55, ma adesso si è ben lontani da questa cifra. Anche i militari soffrivano di mancanza di personale al radar dove bisogna essere presenti 24 ore su 24. I radaristi del Terzo si erano ridotti a quattro gatti: cinque equipaggi di tre persone ognuno si alternavano nei tre turni giornalieri previsti e nei giorni di riposo. Il sotto organico aveva creato problemi al traffico aereo Vfr (Visual flight rules, voli a vista) al quale era stato vietato parte dello spazio aereo (lo è tuttora) sollevando polemiche da parte dei piloti degli aerei da diporto e privati.
All'Enav toccherà il compito di occuparsi anche del traffico sull'aeroporto militare di Ghedi, base del 6° stormo caccia che opera sui Tornado. La pista di Ghedi, oltrettutto, è vicina e parallela a quella di Montichiari il che impone ai controllori di volo la massima attenzione nel dirimere il traffico misto.
Rimane il problema della torre di controllo. La struttura attuale, in località Calzoni, è fatiscente. Il Terzo stormo nel corso degli anni (anche per una sempre più accentuata mancanza di fondi) ha effettuato interventi di restauro in casi di emergenza, ma mai un intervento organico. Il progetto di costruire una nuova torre esiste da tempo nei piani del Catullo che prevedeva la sua costruzione entro il 2012. Ma il terreno sul quale dovrebbe sorgere non è ancora di proprietà della società. E c'è da fare i conti con crisi e burocrazia. Ora, insomma, si parla del 2015 come data probabile per la nuova torre. Nel frattempo la vecchia continuerà ad essere nelle mani dei militari, sia perché a loro appartiene, ma soprattutto perché non risponde agli standard Enav.
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1 domecitte 11/08/2010 12:07 94 commenti
come si fa a trasferire il controllo radar all'Enav e mantenere la torre di controllo in mano ai militari? in caso d'emergenza chi decide?